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Qui Milano – John Elkann: Educazione e futuro
Queste le nostre responsabilità

fondazione scuola“Ci tengo in questa occasione, a portare un annuncio. Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che non ha potuto essere presente stasera, ha espresso la volontà di incontrarmi nei prossimi giorni. Un incontro per discutere insieme il tema delle scuole ebraiche italiane”. Così il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha trasmesso la vicinanza e l’interesse di Giannini rispetto al futuro dell’educazione ebraica durante il Gala organizzato dalla Fondazione Scuola della Comunità di Milano. Una serata, caratterizzata “dal forte impegno collettivo per il rilancio della scuola e della Comunità tutta” come ha sottolineato ancora Gattegna.
Significativi sono stati infatti la partecipazione e il senso di unità di intenti. Leader ebraici, rappresentanti delle istituzioni, iscritti e cittadini si sono ritrovati nell’aula magna trasformata in location d’atmosfera, per lanciare un segnale di vicinanza in un momento che, è stato sottolineato da più parti, è complesso per lo stato e la sostenibilità finanziaria dell’istituto.
“Educazione ebraica è educazione permanente. Questo è ciò che ci sforziamo di fare in questa scuola” ha spiegato il rabbino capo di Milano Alfonso Arbib, che ha ricordato come la tradizione ebraica insegni che se “si educa il ragazzo secondo la sua strada quando sarà grande non si staccherà da essa”. Un concetto che è stato ripreso anche dall’ospite d’onore della serata, il presidente Fiat John Elkann, che ha raccontato il lavoro portato avanti dalla Fondazione Giovanni Agnelli impegnata nel sostegno alla realtà educativa in Italia. “Portiamo avanti progetti che vanno proprio in questa direzione, dalla promozione delle materie scientifiche alle elementari, al supporto linguistico agli alunni stranieri alle medie, fino alla redazione di una classifica delle scuole superiori italiane, e all’istituzione di prestiti d’onore per gli studi universitari di ragazzi non abbienti”. Progetti che incarnano uno dei principi più profondi della tradizione ebraica, ha sottolineato ancora Elkann citando Maimonide, quello della tzedakah, del dare agli altri ciò che è giusto, in particolare nell’accezione di renderli indipendenti dal sostegno altrui.
elkannRaccogliere risorse per iniziative concrete, borse di studio, edilizia scolastica. Il presidente della Fondazione Marco Grego ha tenuto a far toccare con mano agli ospiti le necessità della scuola, proponendo tra l’altro una serie di filmati non soltanto sulle attività positive realizzate, ma anche sullo stato della struttura, ormai vecchia di 50 anni, che necessita di importanti ristrutturazioni. “Sono felice di vedere come questo evento rappresenti ormai uno dei momenti più belli della vita della Comunità, in nome di una scuola che ha formato generazioni di uomini e donne, che ne hanno portato i valori nel mondo” ha sottolineato Grego, ringraziando tutti i presenti e gli sponsor. Concetti ribaditi anche dal Consigliere UCEI e presidente onorario della Fondazione Cobi Benatoff, che ha voluto anche porre l’accento su un ulteriore aspetto essenziale della vita dell’istituto: “questa è a tutti gli effetti la scuola pubblica della Comunità, anche se esiste una retta nessuno viene lasciato indietro per ragioni di censo. Per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”.
A condurre la serata proprio uno dei talentuosi ex alunni, il giornalista Mario Platero, capo della redazione americana del Sole 24 Ore, che ha tra l’altro rievocato la sua esperienza di ebreo arrivato a Milano come esule dalla Libia, sottolineando l’importanza e il valore di sostenere la scuola che ha accolto lui, insieme a tanti altri. Tra loro, anche il presidente della kehillah milanese Walker Meghnagi che ha scherzato con Platero sulla comune origine tripolina, prima di ringraziare la Fondazione per il lavoro che realizza e tutti i presenti “perché la scuola è il cuore di questa Comunità”.
E la valenza dell’istituto è stata messa in luce anche dal governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni e dal vicesindaco di Milano Lucia Ada De Cesaris. “Educazione significa dare ai genitori la libertà di scegliere la scuola dove far studiare i propri figli, e noi come Regione sosteniamo questa libertà e vi esprimiamo il nostro apprezzamento” ha evidenziato Maroni. “Sono emozionata e orgogliosa di partecipare a una serata in cui viene messo al centro il valore dello studio e della diversità. Il Comune c’è e vuole esserci per realizzare insieme progetti importanti” ha spiegato De Cesaris.
Tra i presenti in sala anche numerosi consiglieri UCEI tra cui il vicepresidente Roberto Jarach, Milo Hasbani, Sara Modena, Giorgio Sacerdoti, il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, il deputato Emanuele Fiano, il regista e presidente della Commissione Expo del Comune di Milano Ruggero Gabbai.
Forte l’elemento di speranza e fiducia nel futuro emerso durante la manifestazione.
Il presidente UCEI Gattegna ha voluto ricordare gli importanti traguardi raggiunti dalla Comunità di Milano negli ultimi anni “la realizzazione della più bella e moderna Casa di Riposo dell’Italia ebraica, questa stessa scuola che accoglie i ragazzi dal nido alla soglia dell’Università”. Due grandi talenti e giovanissimi ex alunni della scuola Sara Panzieri e Asaf Cohen hanno allietato la serata con la loro musica (cantante Sara, pianista Asaf).
John Elkann ha scelto di concludere il suo intervento rispondendo alle domande di alcuni studenti, Jonathan Misrachi, Debra Barki, Jeremy Turiel, che hanno colpito tutti per la profondità dei quesiti, stimolando il presidente Fiat a raccontare la sua esperienza di crescita in una famiglia multiculturale (“Ho avuto la fortuna di poter apprezzare spiritualmente e culturalmente l’ebraismo, religione di mio padre, e il cristianesimo, religione di mia madre”) e l’importanza nella sua vita della figura di sua nonna Carla Ovazza.
“Io ho trascorso un semestre in un liceo ebraico americano, dove ho avuto ottimi risultati grazie alla preparazione che ho ricevuto in questa scuola. Cosa manca ai giovani italiani secondo lei, la formazione o la mentalità?” ha chiesto infine Jeremy. “Penso che l’esperienza di tante eccellenze italiane in ogni campo nel mondo dimostri il livello della nostra formazione” ha sottolineato il presidente Fiat. Che sul tema della disoccupazione giovanile, che oggi supera il 40 per cento ha lanciato un forte appello. “Di fronte a una situazione del genere non c’è che un approccio, aggredire il problema”.
E in una occasione del genere, la condivisione del messaggio è forte. Il futuro passa dalla scuola. Quello della Comunità, come quello del paese.

Rossella Tercatin
twitter @rtercatinmoked

(19 marzo 2014)