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Time out – Un museo dove

daniel funaroIl fatto che il Museo della Shoah nasca, seppur in una sede diversa, è sicuramente una bella notizia. Troppi impedimenti avevano fatto pensare nel corso degli anni che tra le difficoltà della burocrazia il progetto non avrebbe mai visto la luce. D’altronde solo l’idea che il cambio di sede e l’inaugurazione a gennaio faccia felici i sopravvissuti spiega perché una soluzione di questi tipo debba farci felici. Alcune domande però nascono spontanee e se è vero che gli ex deportati meritano di visitare il museo mentre sono in vita, la nostra volontà di garantire che il museo abbia un valore per le future generazioni ci impone una riflessione. Se davvero bastava una sala vuota, ma spaziosa perché aspettare tutto questo tempo per Villa Torlonia? Forse perché l’allestimento di una sala non ne fa un museo e un’opera di questo genere merita non solo un grande spazio inutilizzato, ma anche un’opera architettonica di livello che rappresenti un valore aggiunto per la città. Perché allora non allestire all’Eur un museo provvisorio in attesa che i lavori a Villa Torlonia non abbiano fine? In questo modo non correremmo il rischio che la fretta ci giochi un brutto scherzo, non bruceremmo l’investimento di milioni di euro fatto dal Comune e soprattutto garantiremmo ai sopravvissuti un museo della Shoah a disposizione il prima possibile. Una soluzione di buon senso che potrebbe mettere tutti d’accordo.

Daniel Funaro

(4 settembre 2014)