Memoria, la musica salvata

Invito_RSVP-2Il 27 gennaio 2015 saranno trascorsi settant’anni dall’apertura dei cancelli di Auschwitz.
Una data importante, che tutta l’Europa si accinge a ricordare nel Giorno della Memoria.
A Roma l’Unione delle Comunità Ebraiche italiane ha promosso, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, un progetto che ha come tema la musica scritta nei campi di sterminio, che è stata recuperata e salvata da Francesco Lotoro, musicista e musicologo che da trent’anni con incrollabile tenacia si è prefisso il compito di ridare voce a quelle partiture composte in uno dei momenti più tragici della storia umana, e che rischiavano di andare perse per sempre.
Ideato e organizzato da Viviana Kasam, Marilena Francese e Marco Visalberghi in collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Fondazione Musica per Roma, il concerto è il proseguimento ideale de “I Violini della Speranza” che nel gennaio 2014 concluse a Roma il Giorno della Memoria con grandissimo successo di pubblico e di critica (il concerto sarà replicato a Berlino, dai Berliner Philharmoniker, il 27 gennaio 2015, alla presenza di Angela Merkel e dei membri del Parlamento tedesco).
Lo Stato di Israele ha emesso un francobollo commemorativo.
Nel concerto del gennaio 2014 si parlava dei violini che sopravvissero allo sterminio. Il prossimo concerto parlerà di persone, di musicisti, che nonostante le disumane condizioni di detenzione, trovarono la forza di comporre e di affermare la vittoria dello spirito e della creatività artistica sulla morte.
“Tutto ciò che mi resta” il titolo, meravigliosamente interpretato dall’artista Mimmo Paladino, che ha creato le immagini utilizzate per la grafica del concerto, è ispirato a un poema di Emily Dickinson. “Questo note sono tutto ciò che restava ai prigionieri, ed è quasi sempre tutto ciò che di loro resta a noi” spiega Viviana Kasam.
Molto più di un semplice concerto: l’evento, che si terrà all’Auditorium Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, il 26 gennaio 2015, inaugurerà il Giorno della Memoria secondo la tradizione ebraica di far cominciare ogni celebrazione dalla sera prima. Artisti di fama internazionale hanno aderito all’invito. Prima tra tutti, la grande cantante tedesca Ute Lemper che esordirà con Auschwitz Tango. Un momento di alto valore simbolico: l’artista tedesca è l’erede della grande Marlène Dietrich. “È un concerto a cui tengo moltissimo per motivi etici e personali” dichiara per poi sottolineare che nel suo repertorio sono comprese due canzoni yiddish e una scritta nei campi di sterminio, testimonianza del suo personale impegno nei confronti del mondo ebraico.
Tornerà ad esibirsi anche la giovanissima violinista Francesca Dego, nota in tutto il mondo per il suo virtuosismo, e che partecipò l’anno scorso ai “Violini della Speranza”, anche in ricordo e in omaggio alla sua famiglia materna, in gran parte sterminata dai nazisti. Quest’anno la violinista arriverà a Roma dalla Thailandia per prendere parte al concerto.
Nei campi di sterminio i musicisti ebrei ebbero molti contatti e scambi con i rom, perseguitati anch’essi dai nazisti. Questa insolita collaborazione viene ricordata dal grande violinista rom Roby Lakatos insieme alla cantante Myriam Fuks, considerata una della massime voci yiddish al mondo; essi presenteranno musiche gitane rielaborate da compositori ebrei, in una esplosione di suoni, voci e strumenti.
Il concerto ridarà voce ai musicisti ebrei che furono prigionieri e morirono nei campi, uomini disperati per i quali la musica rappresentava l’ultima possibilità di sopravvivenza spirituale, la suprema testimonianza di umanità contro chi li considerava, e li trattava, come esseri inferiori destinati a scomparire. È un miracolo che tanta musica potè essere scritta, sui ritagli di tessuto e su fogli di carta trovati chissà come e nascosti chissà dove, anche nelle infermerie, dove la sorveglianza era meno stretta perché le guardie avevano paura di infettarsi, composta nelle ore notturne, sacrificando le poche ore concesse al sonno. È un miracolo che tanta di questa musica sia riuscita a sopravvivere, trafugata da guardie complici (e che a volte per questo furono punite con le detenzione), trascritta da prigionieri politici che avevano qualche margine in più di movimento, ricordata e poi annotata da prigionieri che si salvarono, seppellita e riportata alla luce dopo la liberazione.
Il repertorio è quanto mai vario: dalla classica al cabaret, dalle canzoni klezmer alla musica leggera, dai salmi ai cori dei deportati.
Se queste opere sono tornate alla luce è grazie al lavoro appassionato di Francesco Lotoro, insignito dal Ministero della Cultura francese del titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres, che è riuscito così a salvare dall’oblio quelle testimonianze che i nazisti avrebbero voluto cancellare insieme a tutto il popolo ebraico, che doveva essere annientato non solo fisicamente, ma anche culturalmente. La sua raccolta di musica concentrazionaria, che conta oltre 5mila pezzi, diventerà la prima sezione di un Museo della Musica Ebraica, che avrà sede in Puglia. Le storie dei musicisti, di come le loro opere furono scritte, salvate e ritrovate, verranno raccontata dall’attore Marco Baliani e durante il concerto saranno anche presentate in anteprima alcune scene del documentario di Marco Visalberghi (produttore di “Sacro Gra”, che nel 2013 ha vinto il Leone d’Oro a Venezia). Il film, una coproduzione italo-francese, alla quale partecipano Rai 3, l’Istituto Luce, France 2 e France 5, sarà nelle sale cinematografiche a fine 2015.
Il concerto, che ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, nasce sotto l’egida della Presidenza del Consiglio, ed è promosso dall’UCEI con il sostegno dell’Università Ebraica di Gerusalemme. “Siamo convinti che la memoria debba essere conservata in modo non retorico” dice Renzo Gattegna, presidente UCEI, “e soprattutto valorizzando la cultura. Gli ebrei non vogliono essere identificati come vittime, vogliono che il mondo conosca il loro grande apporto all’arte, alla musica, alla letteratura. Il migliore omaggio che possiamo fare alle nostre vittime è ricordarne il valore e il coraggio intellettuale, anche nella tragedia”.
Trasmesso in diretta da Rai5 e in videostreaming sui siti www.tuttociochemiresta.it e www.lastmusik.com, il concerto è gratuito. I biglietti possono essere ritirati presso l’Info Point dell’Auditorium Parco della Musica a partire dal 18 gennaio 2015.

(16 gennaio 2015)