Francia, torna l’orrore. Il paese si mobilita

fabbricaIl terrore islamista torna a colpire la Francia, già teatro in questi anni di azioni sanguinarie rivolte contro la popolazione civile, la comunità ebraica, i valori fondamentali che vedono uniti tutti i popoli d’Europa e tutte le nazioni progredite nella loro difesa contro i nemici della democrazia, del pluralismo e della libertà di espressione.

Con il passare delle ore si fa infatti sempre più concreta la pista che vede l’estremismo islamico, e in particolare quello legato ai criminali dell’Isis, dietro all’attacco avvenuto questa mattina in un sito industriale a Saint Quentin-Fallavier, comune a trenta chilometri da Lione, dove due uomini hanno fatto irruzione con un’automobile per colpire le bombole di gas presenti all’interno dell’impianto e generare un’esplosione.

Un corpo decapitato e orribilmente deturpato con scritte in arabo è stato rinvenuto nei pressi dell’impianto e molte sono le persone ferite o sotto shock, tra i dipendenti del sito, che hanno dovuto rivolgersi all’assistenza del servizio di supporto medico e psicologico.

Uno degli attentori, subito fermato, avrebbe mostrato agli agenti che lo stanno interrogando un drappo dello Stato Islamico. Ancora a piede libero il suo complice, braccato dalle forze di sicurezza in quella che è una vera e propria caccia all’uomo (appena saputo dell’attacco, il ministro dell’Interno Manuel Valls ha ordinato una “vigilanza rinforzata”).

Tutto il paese si mobilita intanto nelle sue diverse componenti per una nuova prova di unità, cui non si sottraggono le comunità ebraiche e i loro rappresentanti.

Fissato per il primo pomeriggio un Consiglio di Difesa, convocato all’Eliseo dal presidente Francois Hollande, nel quale si vaglieranno le scelte più opportune per affrontare queste ore drammatiche.

“Si tratta di un attentato, non c’è ombra di dubbio. Ma non dobbiamo cedere alla paura. L’emotività – ha dichiarato Hollande – non può essere la sola risposta”.

(26 giugno 2015)