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In ascolto – Cantare insieme

Maria Teresa MilanoCantare insieme fa bene, l’ho detto milioni di volte e l’ho scritto qui in altre occasioni. Cantare insieme migliora le capacità musicali dell’individuo e crea relazioni umane, in cui si stabiliscono regole nella piena libertà di espressione di tutti. Cantare insieme è una delle più belle esperienze che si possa fare nella vita e può diventare uno spazio di crescita e apprendimento a ogni età, non solo in ambito musicale.
E in effetti non a caso è stato il canto comune a divenire strumento di accoglienza e integrazione per le tante ondate migratorie in Eretz Israel, fin dai primi anni. Il canto era l’elemento unificante nei movimenti giovanili, nei kibbutz e nei centri che andavano via via formandosi nelle città e fungeva anche da efficace mezzo per imparare l’ebraico.
Negli anni ’20 le istituzioni locali presero a organizzare serate musicali che avevano solo in apparenza l’aspetto di un concerto, in quanto il canto non era intrattenimento da palcoscenico ma veniva eseguito dal pubblico e diretto da una sorta di “guida” che sapeva suonare il pianoforte o la fisarmonica. Spesso queste “guide” erano compositori di canzoni folk e oltre a dirigere il pubblico in brani del repertorio popolare che negli anni si andava formando e che sarebbe poi divenuto quel corpus immenso che conosciamo con il nome di Shirei Eretz Israel, facevano eseguire le proprie composizioni. Questi musicisti partecipavano regolarmente a workshop e incontri con insegnanti che diffondevano le nuove canzoni insegnandole a scuola ed educando così generazioni intere al canto della nazione che si andava edificando.
Alcune “guide” avevano davvero molto lavoro, come il cantante e musicologo Moshe Bronzaft che diresse più di cento serate a Gerusalemme, per un totale di oltre 330 canzoni. Nell’introduzione a un’antologia di canti scrisse: “Il canto pubblico ha acquisito un ruolo importante nella nostra vita; le canzoni composte qui, negli anni sono divenute proprietà del popolo”.
La tradizione del canto comune è passata di generazione in generazione ed è viva ancora oggi, nella pratica della shira betzibbur (il canto in pubblico) tanto in Israele quanto in America, in cui risuonano i canti popolari e i brani di grandi artisti come Naomi Shemer e si custodisce la memoria di quei primi pionieri della musica israeliana.

Maria Teresa Milano

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