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Firenze, una piazza per Carlo Levi

Saranno intitolate a Carlo Levi e Anna Maria Ichino le due piazzette ai lati di piazza Pitti a Firenze. Lo hanno annunciato il sindaco Dario Nardella e il direttore degli Uffizi Eike Schmidt in occasione del Giorno della Memoria.
Un gesto simbolico, è stato spiegato, “per mantenere viva la memoria del ruolo di Levi e Ichino nella lotta antifascista, ma anche il valore evocativo di un luogo come piazza Pitti e della casa che in quella piazza fu rifugio di molti antifascisti”. Fu proprio in piazza Pitti che Carlo Levi scrisse ‘Cristo si è fermato a Eboli’ e che Anna Maria Ichino fu al fianco dello scrittore battendo a macchina giorno dopo giorno il manoscritto.
Carlo Levi: pittore, scrittore, ebreo, antifascista, esponente della Resistenza, protagonista e testimone dei mesi dell’occupazione tedesca in città. Questo il tema di una conferenza che si è tenuta venerdì agli uffizi, con interventi tra gli altri – oltre che di Schmidt – del giornalista Nicola Coccia, della direttrice della fondazione Carlo Levi Antonella Lavorgna, dello storico dei movimenti politici Filippo Benfante della la curatrice della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti Simonella Condemi. A introdurre le relazioni Claudio Di Benedetto, responsabile della Divisione Collezioni e servizi e organizzatore dell’evento, l’assessore alla Cultura della Comunità ebraica fiorentina Laura Forti e Roberto Ferrari della Regione Toscana.
Durante la mattinata di studi, cui hanno partecipato numerose classi delle scuole superiori fiorentine, sono stati esposti in Biblioteca tre autoritratti di Carlo Levi, due dei quali proprietà delle Gallerie degli Uffizi. Nel pomeriggio, gli autoritratti sono stati trasferiti nella Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti (sala 30), e rimarranno visibili accanto al grande dipinto “Narciso”, capolavoro di Levi, fino al 21 aprile.
Ha sottolineato Schmidt: “Anche quest’anno il giorno della Memoria ribadisce l’impegno della nostra istituzione affinché gli orrori del nazismo e del fascismo rimangano sempre come monito per la generazione presente, e per le future, per giunta in una delicata congiuntura politica e sociale quale quella che tutto il mondo sta vivendo, ma è anche l’occasione per guardare più profondamente le opere d’arte delle nostre collezioni. Di Carlo Levi vengono ora esposti dipinti normalmente in deposito, oltre a un inedito di collezione privata, creando così una piccola, ma preziosa mostra, che attraversa la sua carriera di pittore.”

(28 gennaio 2018)