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…revisionisti

Seppur con una piccola rappresentanza, si aggiunge anche l’Italia alla lugubre lista dei revisionisti della Shoah. No, non si tratta della solita combriccola di negazionisti che da sempre circolano in Europa, ma di rappresentanti istituzionali, di alto o basso (bassissimo) rango che siano. Dopo aver visto il governo polacco minacciare la galera per chi accosta i campi di sterminio nazisti a responsabilità polacche, aver assistito all’inaugurazione a Budapest di un Museo alla Shoah, che assomiglia di più ad un monumento di celebrazione nazionale, si è voluto aggiungere alla lista il Comune di Vicenza, dove la giunta ha cancellato la dicitura nazi-fascista dall’eccidio del 9 novembre 1944. Allarmante la giustificazione. Lo si è fatto «nell’ottica di una memoria condivisa […] ci sono state vittime da entrambe le parti.».

Davide Assael

(14 novembre 2018)