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Nessiah, a Pisa in scena
il Rinascimento ebraico

Un evento tra due poli: il Rinascimento ebraico dall’età del risveglio e la cultura ebraica del Rinascimento. Si muove in questo spazio il festival Nessiah, diretto da Andrea Gottfried che ne è da sempre l’anima e il fondatore. Un’esperienza che dal 1997 ha un ruolo significativo nella scena culturale pisana e che si rivolge a un pubblico diversificato attraverso musica, teatro, cinema, letteratura, cucina, danza.
La 23esima edizione, al via questo sabato sera alla Gipsoteca di Arte Antica con un concerto del Trio Ashkenaz, è intitolata per l’appunto “Il Rinascimento Ebraico”. Termine questo che fu coniato dal grande pensatore Martin Buber per descrivere il risveglio della cultura, dell’arte e del pensiero ebraico che ha caratterizzato la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Anni decisivi, viene sottolineato, per plasmare l’identità ebraica occidentale “come la conosciamo oggi”.
Diversi gli eventi proposti da questo sabato fino a domenica 8 dicembre, su impulso della Comunità ebraica di Pisa che di Nessiah è storica organizzatrice. Una sfida di incontro e dialogo con la città e il territorio su cui ci si soffermerà anche venerdì mattina presso l’Auditorium di Palazzo Blu, durante la conferenza stampa di presentazione del festival (ad intervenire saranno tra gli altri il sindaco Michele Conti e il presidente della Comunità ebraica Maurizio Gabrielli).
Per la durata del festival, verrà annunciato, sarà esposto presso la sinagoga pisana l’Aron ha-Qòdesh più antico della Toscana, ritrovato proprio a Pisa e restaurato in occasione della mostra “Tutti i colori dell’Italia ebraica” ospitata agli Uffizi.

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(20 novembre 2019)