Trump e il decreto sull’antisemitismo
“Colpiremo i college contro Israele”

Nelle scorse ore il presidente statunitense Donald Trump ha firmato un decreto esecutivo in cui l’ebraismo viene definito una “nazionalità”. Una scelta che, è stato riferito, avrebbe lo scopo di andare a colpire quei college dove trovano sponda movimenti di odio e delegittimazione dello Stato di Israele. Una specifica norma del ’63 prevede infatti la possibilità di revoca dei fondi governativi in caso di comportamenti discriminatori “per motivi di razza, colore o nazione di origine”. Il decreto, ha detto Trump intervenendo durante il tradizionale ricevimento di Chanukkah alla Casa Bianca, va proprio in quella direzione: “Questo è il nostro messaggio alle università: se volete prendere l’enorme quantità di dollari federali che ricevete ogni anno, dovete respingere l’antisemitismo”. 
Nel mentre l’ipotesi dell’odio antiebraico resta sullo sfondo del sanguinoso conflitto a fuoco conclusosi nel negozio kosher del New Jersey con un bilancio di sei morti. Inizialmente scartata, è ora presa molto sul serio per l’affiliazione di uno dei due killer alla setta antisemita “Black Hebrew Israelites”. Una situazione fluida, su cui le autorità investigano.
Il presidente del World Jewish Congress Ronald Lauder esprime intanto il proprio apprezzamento per il decreto firmato da Trump: “Il presidente – il suo commento – ha ben colto il fatto che i diritti degli studenti ebrei debbano essere tutelati al pari di ogni altra minoranza. Nessuno studente, a prescindere da identità, religione e orientamento sessuale, deve mai sentirsi insicuro e respinto in alcun campus”.

(12 dicembre 2019)