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Simonino e il quadro antisemita,
la vicenda sui media internazionali

“Come da tradizione secolare, con l’avvicinarsi delle festività pasquali in alcuni ambienti estremi e retrivi si fa strada un’incontenibile pulsione ad esternare sentimenti antiebraici”. Lo ricordava, nel suo ultimo pilpul settimanale, il direttore della Fondazione Cdec Gadi Luzzatto Voghera.
Ad ispirare questa riflessione un quadro del pittore Giovanni Gasparro dedicato al Simonino da Trento, venerato per secoli dalla Chiesa come vittima di omicidio rituale ebraico. Una fake news foriera di molte violenze e persecuzioni con cui i vertici della Chiesa hanno accettato di confrontarsi solo da poco, abrogandone formalmente il lutto il 28 ottobre del 1965.
“Naturalmente – spiegava Luzzatto Voghera – il bambino trovato morto a Trento il 26 marzo del 1475 non ha alcuna colpa. È invece la narrazione del suo martirio, di cui furono falsamente accusati alcuni ebrei locali (in seguito torturati e trucidati), ad essere qui motivo di scandalo. È la rappresentazione degli ebrei dallo sguardo sordido e traditore, uomini e donne truci che si accaniscono sul corpo disperato di un bambino atterrito che dovrebbe creare problema, innanzitutto all’artista stesso”. Riflessioni, quelle del direttore del Cdec, che hanno avuto un risalto internazionale. Diversi infatti i media che ne hanno segnalato l’intervento, dalla Jewish Telegraphic Agency al Times of Israel. A commentare la vicenda nelle scorse ore, con una riflessione pubblicata dal Jerusalem Post, anche il direttore delle relazioni internazionali del Centro Wiesenthal Shimon Samuels.

(2 aprile 2020)