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Oltremare – Novità

Qualcuno si ricorda com’era il mondo senza Zoom? Senza andare troppo oltre e pensare com’era il nostro mondo prima degli smartphone, o prima di internet per quel che vale prima dell’invenzione della ruota. Il fatto è che ormai la videochiamata è una droga. In questi mesi coronati siamo passati dal fondo del barile della comunicazione, quando il massimo assoluto che le persone si scambiavano erano messaggini lunghi o brevi via Whatsapp, spesso arrivando a fare lunghi scambi di emoticon e quasi zero testo, senza mai tirare su il telefono, a videochiamate continue anche perché – diciamolo – gratuite, e anche con persone che vivono a pochi metri di distanza. Negli uffici, si cerca di fare video-riunioni anche stando all’interno dello stesso palazzo, o sullo stesso piano. Volante uno a volante due, rispondi?
Ma io me la ricordo, l’era geologica nella quale una telefonata da Israele era un evento, e la si ascoltava come fosse un po’ magica. Con gli aggiornamenti che rincorrevano quelli già spediti, scritti di pugno, con calligrafie uniche e riconoscibili a distanza di secoli, nelle lettere per posta aerea, quelle di velina, che non pesassero mi raccomando, anche se le cose raccontate, quelle sì, pesavano a volte come macigni, e a volte, magari sullo stesso foglio fitto, erano leggere come farfalle. Tempi da nonni, i miei per esempio, che hanno passato tutta una vita ad attraversare il mare sul filo, e a volte anche in nave e poi in aereo, con i risparmi ben contati, che allora viaggiare costava eccome.
E noi oggi invece, che abbiamo viaggiato come matti per qualche decennio, senza fermarci quasi mai e riempiendo il mappamondo di bandierine, siamo qui tutti fermi ancora chissà per quanto. Però in compenso, le nostre facce e i nostri sfondi – librerie, quadri, pareti bianche, giardini, piante da interni, gatti e cani e soprattutto bambini – viaggiano moltissimo, insieme alle voci, finalmente ritrovate.
Ecco una novità non terribile portata dal corona.

Daniela Fubini