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L’Italia e il piano vaccini

“Il clima è euforico e un po’ goliardico, abbiamo tutti voglia di sorridere, finalmente un po’ di luce si comincia a intravedere dopo questa notte infinita”, racconta sul Corriere della Sera il medico Sergio Harari, descrivendo l’atmosfera all’ospedale Niguarda di Milano, mentre attendeva ieri la somministrazione del vaccino anti-covid. Harari è stato infatti tra i primi a riceverlo, prendendo parte al V-Day europeo (il giorno della vaccinazione che ha coinvolto quasi tutti i paesi Ue). Ma le somministrazioni su larga scala in Italia inizieranno a gennaio, spiegano oggi i quotidiani. “Da gennaio ci sarà un progressivo aumento delle somministrazioni, per avviare entro marzo-aprile la vera e propria vaccinazione di massa nei gazebo, una sorta di scudo protettivo delle comunità, su libera scelta dei cittadini”, scrive il Corriere, spiegando che l’obiettivo del governo italiano – che ha puntato sull’acquisto soprattutto del vaccino di AstraZeneca, in attesa di luce verde dalle autorità – è di coprire entro settembre l’80 per cento della popolazione. Sul quotidiano inoltre, il direttore Luciano Fontana fa appello alla classe dirigente perché non dia messaggi contraddittori sul vaccino e lo promuova, senza alimentare scetticismi e paure per tornaconto elettorale.

Israele e il piano vaccini. Mentre Israele è entrata nel terzo lockdown, sono 300mila i cittadini a cui è stata già somministrata la prima dose del vaccino Pfizer. Un numero che, scrive Repubblica, porta “il Paese in testa alle classifiche mondiali per numero di vaccinati”. Over 60 , persone con malattie pregresse e personale medico sono le categorie al momento vaccinate. Tra due settimane il ministero della Salute israeliano ha annunciato che si inizierà con il resto della popolazione. Tra chi lo ha ricevuto, Fiamma Nirenstein che sul Giornale racconta la sua esperienza. “Quasi tutta Israele desidera sperimentare subito il miracolo della scienza, e da ieri la richiesta ha creato una folla fitta sulle porte dei centri della distribuzione, nonostante la data e gli orari vengano distribuiti per telefono: ma se si libera un posto, la parola d’ordine è vaccinare il più possibile”, riporta Nirenstein. In questa ottica, il Premier Netanyahu ha alzato la posta e annunciato di voler aumentare i vaccinati al giorno da 70mila a 150mila di media. Il piano vaccinazione, scrive Repubblica, sarà importante per Netanyahu in chiave elettorale (si vota il 23 marzo), che “ha fatto dell’operazione vaccini e della promessa che questo sarà l’ultimo lockdown il proprio cavallo di battaglia”.

Sport e lotta al razzismo. “Dalla sostenibilità ambientale degli eventi e degli stadi al razzismo, dal sessismo ai progetti sul rifugiati, fino alla parità di genere: dobbiamo coniugare il calcio e la società civile e fare in modo che il nostro mondo sia di esempio per i milioni di fans”, lo afferma Michele Uva, da gennaio alla guida del dipartimento Calcio e responsabilità sociale della Uefa. Intervistato dal Corriere, Uva parla di alcuni dei suoi obiettivi e, sul fronte della razzismo, spiega che i casi “sono in un trend di decrescita da sei anni, ma la strada è lunga e mi fa sorridere che si parli ancora di impianti da modernizzare, perché e un concetto vecchio ormai di quindici anni. Lo stadio è il fulcro dell’attività sociale di una città: se è brutto, mal tenuto e poco accogliente, è più facile che sia anche ‘cattivo’”.

Italia, Commissione diritti umani in arrivo. Con 27 anni di attesa potrebbe nascere con il gennaio prossimo anche in Italia la Commissione nazionale indipendente sui diritti umani. La sua costituzione darebbe seguito, spiega Repubblica, a una risoluzione Onu del 1993 in cui i paesi contraenti – tra cui l’Italia – si impegnavano “a dotarsi di organismi autonomi dalla politica (seppur votati dalle Camere) chiamati a due funzioni principali: assistenza alle vittime di violazioni dei diritti umani e vigilanza sull’applicazione, nelle legislazioni nazionali, dei principi previsti nella Carta europea per i diritti fondamentali e in altri trattati”. La nuova proposta per la costituzione della Commissione è stata siglata da Pd e M5s, e vede la firma dei deputati Lia Quartapelle, Giuseppe Brescia ed Emanuele Scagliusi,

Ferrara a teatro. Intervistato da Libero, il sindaco di Ferrara Alan Fabbri attacca il governo e torna sulla decisione di nominare Moni Ovadia direttore del Teatro Comunale. “Io lo seguivo da tempo, mi piace come artista. – afferma Fabbri – Poi, grazie a Vittorio Sgarbi, presidente di Ferrara Arte, c’è stata l’opportunità di conoscerlo e di lavorare con lui. Di più, recentemente dal Piccolo di Venezia mi hanno cercato per creare degli eventi congiunti sul teatro ebraico”.

Segnalibro. Sul Corriere Lettura, Vincenzo Pinto ricorda Rosa Luxemburg, di cui il prossimo 5 marzo ricorreranno i 150 anni dalla nascita. 2021 al centro di un altro approfondimento su La Lettura, dedicato agli anniversari legati al mondo della cultura e alle uscite in libreria per il prossimo anno (da Don DeLillo ad André Aciman).

Daniel Reichel