“Il vaccino l’unica arma”
Metà degli italiani vaccinati entro metà giugno: è il piano del governo Draghi, che dopo il Senato ha incassato ieri anche la fiducia della Camera.
Nelle scorse ore intanto la Lombardia, tra le regioni più colpite dal virus, ha iniziato la campagna di vaccinazione dei suoi cittadini più anziani. Ad ottenere la prima dose anche la senatrice a vita Liliana Segre, la cui foto sorridente, un bellissimo messaggio di speranza, è in evidenza sulla prima pagina del Corriere.
Intervistata da Repubblica Milano, Segre afferma: “Siamo di fronte a un nemico invisibile e l’unica arma è questo vaccino, dopo tanto tempo che se ne parlava, finalmente è arrivato il giorno. Spero che al più presto anche tanti altri anziani possano avere la stessa fortuna che ho avuto io”.
Come già accaduto in passato, i social hanno catalizzato molte reazioni di insofferenza, odio, becero antisemitismo. L’ennesima manifestazione, sottolinea La Stampa, “di un male tanto cronico quanto terribile che ci chiama in causa tutti e per il quale, a quanto pare, non c’è cura che tenga”.
Iscrizione nel registro degli indagati per diffamazione aggravata dall’odio razziale per la Consigliera comunale torinese Monica Amore, appartenente al Movimento Cinquestelle. A costarle cara, spiega La Stampa, “la vignetta satirica a sfondo razzista sugli ebrei pubblicata sui social (e poi rimossa a furor di polemiche) pochi giorni fa”.
L’iniziativa segue la presentazione in procura di un esposto presentato da “un legale incaricato da Dario Disegni, presidente della comunità ebraica”.
Il Venerdì di Repubblica si sofferma sulla figura di Maher Bitar, giurista di origine palestinese che il nuovo presidente Usa Joe Biden ha indicato come senior director dei programmi di intelligence nel National Security Council. Ad essere segnalati, anche se forse non opportunamente trattati, i suoi trascorsi di militante giovanile a sostegno del movimento Bds.
Sul Fatto Quotidiano, che ha aperto una riflessione sul centenario della scissione della sinistra italiana, appare un elogio di Umberto Terracini.
Terracini, che fu anche presidente dell’Assemblea Costituente, è inserito “fra i grandi riformatori laici” del Novecento.
Sul Riformista, Paolo Guzzanti ripercorre i fatti più significativi dell’anno 1967. Tra questi la Guerra dei sei giorni, che analizza anche per le ripercussioni sulla politica in Italia. Secondo Guzzanti avvenne una netta mutazione nella sinistra, “specialmente quella comunista che già in passato, sotto Stalin, era stata percorsa da occulti sussulti antiebraici”.
Tra i libri recensiti dal Venerdì Giudei (ed. Bompiani) di Gaia Servadio. La storia, scrive Corrado Augias, di due famiglie molto diverse “ma unite dall’ebraismo”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(19 febbraio 2021)