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Assistente del rabbino capo,
il bando della Comunità di Firenze

Chazanùt, lettura della Torà, esperienza di insegnamento a bambini, ragazzi e giovani adulti, controllo kashrùt, conoscenza della lingua ebraica. Sono le principali competenze richieste dalla Comunità ebraica fiorentina, alla ricerca di una persona da inserire nella struttura comunitaria nel ruolo di assistente del rabbino capo. “Per una Comunità di medie-dimensioni, quale è Firenze, una persona sola non può bastare. Cerchiamo qualcuno con forti motivazioni e capacità empatiche”, sottolinea rav Gadi Piperno, insediatosi nel novembre del 2019. Elemento preferenziale di valutazione sarà il conseguimento di un titolo presso il Collegio Rabbinico Italiano (chakhàm, maskil, mashghìach). Ai vari candidati (la scadenza del bando è stata fissata al 30 aprile) sarà inoltre chiesta la disponibilità a trasferirsi localmente.
“Questo primo anno di pandemia è stato molto complesso. Davanti alle varie sollecitazioni, le strutture comunitarie hanno però reagito bene. E fondamentale, come nel caso delle forniture per Pesach, è stato il lavoro dei volontari. Il momento resta delicato. Difficile ad oggi progettare a lungo termine. Ma dobbiamo essere pronti a ripartire. Il bando – sottolinea rav Piperno – va in questa direzione”.
Tra le mansioni che il nuovo assistente andrà a ricoprire ci sarà un forte impegno nell’ambito della chazanùt. Un tema da sempre caro ad Enrico Fink, dall’ottobre scorso presidente degli ebrei fiorentini. Ieri, su questo portale, l’ha ricordato anche nel segno del rav Elia Richetti e della comune radice goriziana. Rito e tradizione, osserva Fink, “sono due pilastri della continuità”.

(Tutti i candidati al bando dovranno inviare un proprio c.v e una lettera motivazionale all’indirizzo email: presidente@firenzebraica.it)