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L’Italia e la geopolitica dei vaccini

Il commissario all’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo, ha promesso l’arrivo quarantacinque milioni di dosi entro giugno per garantire la necessaria accelerazione sul fronte vaccinazioni in Italia. Un tema, quello dei vaccini, di cui ha parlato anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio con il segretario di Stato Usa Anthony Blinken nel corso di un incontro a Washington tra i due. “Siamo nel pieno di una campagna geopolitica dei vaccini che Italia, Europa e Stati Uniti devono affrontare insieme. Blinken è pienamente d’accordo”, ha dichiarato Di Maio, che ha poi fatto sapere, scrive il Corriere, di aver avuto dall’interlocutore la garanzia che “gli Stati Uniti saranno più presenti nel confronto politico sulla Libia”. “Con Blinken abbiamo condiviso l’idea che la presenza di truppe straniere che fanno capo a Turchia e Russia sia un problema per la sovranità della Libia”. Ma Ankara intanto, rileva Repubblica, non è rimasta ferma e sta cercando di estromettere proprio l’Italia dalla ricostruzione libica. Sul tavolo, intese siglate sulle frontiere marittime comuni e di cooperazione militare tra Erdogan e gli emissari del governo libico (Stampa).

Accordi nucleari e attacchi strategici. Diverse analisi sui quotidiani di oggi in merito al recente attacco subito dall’Iran nella sua centrale nucleare di Natanz. Un attacco dai danni ingenti e dietro cui ci sarebbe Israele, che, scrive il Foglio, starebbe smettendo “la linea dell’ambiguità sui sabotaggi in Iran” per mandare un messaggio ancor più chiaro a Teheran e amministrazione Biden: Israele non permetterà al regime degli Ayatollah di avere l’atomica. Gli Usa intanto sono impegnati nel rivitalizzare un accordo sul nucleare (quello siglato nel 2015 e da cui Trump è uscito nel 2018) che appare sempre più difficile da ricostruire. Per il Sole 24 Ore e il Giornale, il cyber attacco a Natanz (le cui dinamiche sono spiegate su Avvenire) potrebbe portare al definitivo deragliamento dell’intesa, con la tensione tra Israele e Teheran sempre più alta. Avvenire riporta come il regime iraniano accusi apertamente Gerusalemme e prometta vendetta. Per il politologo Mario Giro (Domani) le potenze occidentali devono trovare una strategia per evitare un Iran potenza nucleare (secondo il Fatto, Teheran può contare sull’aiuto dell’ingegnere AQ Khan, padre dell’atomica pachistana), “che vedrebbe la sua influenza aumentare esponenzialmente a discapito dei paesi del Golfo, e segnatamente del suo acerrimo nemico l’Arabia Saudita, scatenando una corsa all’arma nucleare nell’intera regione (si pensi solo alla Turchia)”. “L’Europa – scrive Giro – deve stare più attenta a ciò che sta avvenendo tra Israele e Iran: il rischio di guerra è reale ma anche è in bilico la stabilità geopolitica dell’intero medio oriente e del Golfo Persico”.

Roma, lo storico incontro in sinagoga. Il 13 aprile 1986 il rabbino capo di Roma rav Elio Toaff accolse al Tempio Maggiore il papa Karol Wojtyla per una visita dai significati e risvolti storici. A distanza di 35 anni, l’attuale rabbino capo della Capitale, rav Riccardo Di Segni, racconta su Repubblica il dietro le quinte di quell’incontro. “Per il rabbino capo Elio Toaff, che ricevette discretamente la proposta, fu una sorpresa e una sfida; non era mai successo dai tempi del primo papa, Pietro”, ricorda rav Di Segni, spiegando le difficoltà, ma anche la forza simbolica della “immagine clamorosa dei due rappresentanti religiosi vestiti di bianco e sorridenti, che si abbracciavano”. A riflettere sul significato di quell’evento, anche Alberto Melloni, sempre su Repubblica, ricordando la condanna dell’antisemitismo pronunciata da Wojtyla nel suo discorso in sinagoga.

Chi soffia sulla rabbia. Nuovi scontri a Roma durante la manifestazione di alcune centinaia di ristoratori aderenti alla piattaforma #IoApro. A sfilare al loro fianco cercando di guadagnare consensi, i movimenti di estrema destra come CasaPound (Repubblica).

La resistenza di Zaki. “Ancora resistendo, grazie per il supportodi tutti”. È il messaggio in italiano che Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Alma Mater di Bologna, ha fatto arrivare dal carcere di Tora, in Egitto, dove è rinchiuso da oltre un anno. ll ragazzo ha ricevuto la visita della sua fidanzata. “In generale mi pare che stia bene, i suoi occhi però non scintillano come al solito. – ha raccontato quest’ultima a La Stampa – Parla come se fosse abituato alla situazione del carcere ma nelle sue domande e nei sorrisi sarcastici ho letto tanto dolore e tanta angoscia. Sembrava paziente e coraggioso ma non ha speranza”.

Segnalibro. Parlando di sinagoghe e del loro significato, sul Foglio Manuel Orazi fa riferimento alla “raccolta di Adam Smulevich, Sinagoghe italiane. Raccontate e disegnate, illustrazioni di Pierfranco Fabris (Pordenone, Biblioteca dell’Immagine 2020, 15 euro)” che “non va letta come una guida, ma come un’antologia di racconti brevi”.

Daniel Reichel