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A 20 anni dalle Torri Gemelle
l’appello Usa all’unità

Un ricordo silenzioso quello organizzato per il ventennale dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 che colpì il cuore degli Stati Uniti. Un’occasione, sottolinea il Corriere della Sera, per il paese per riflettere su come quella tragedia l’abbia cambiata, “su una reazione inizialmente orgogliosa e compatta, sugli errori commessi, su un presente segnato da profonde divisioni politiche e dalla brutta pagina del ritiro precipitoso da Kabul”. Per il Presidente Biden, la “lezione centrale dell’11 settembre è che l’unità è l’elemento di maggior forza dell’America”. Sui giornali italiani si dà in particolare rilievo alle parole di chi allora guidava gli Usa, l’ex presidente Bush, che ha puntato il dito contro le divisioni interne attuali: “oggi tanta parte della nostra politica è diventata un nudo appello alla rabbia, alla paura e al risentimento. Occorre tornare come allora, quando nel giorno della prova e del dolore ho visto milioni di persone prendere istintivamente la mano del loro vicino e radunarsi per la causa di un altro. Questa è l’America che conosco”. In Italia sono invece risuonate le parole del Capo dello Stato Mattarella: “la memoria della barbara aggressione ci spinge a proteggere con maggior vigore quella cornice comune di valori che risponde ai principi di libertà”, le sue parole.

La minaccia di Al Qaeda. Nel giorno dell’anniversario il gruppo terrorista di Al Qaeda è tornato a farsi vivo, con un lungo video (circa un’ora) dell’erede di Osama bin Laden, Ayman al-Zawahiri. Una registrazione in cui, tra le diverse minacce, al-Zawahiri dichiara che “Gerusalemme non sarà giudaizzata” (Libero). Non è però chiaro quando il video sia stato girato, spiega Rita Katz, direttore di Site, l’ong americana che tiene traccia delle attività online di organizzazioni suprematiste e jihadiste. Potrebbe essere stato girato anche nel 2020. Rispetto al pericolo di nuovi attacchi terroristici, l’ex capo della Cia Panetta, intervistato dal Corriere, afferma che “una delle minacce più grandi è l’uso dei social media per ispirare attacchi di lupi solitari: è ciò che mi preoccupa di più. Aggiungerei che se riescono a sviluppare capacità di attacchi cibernetici seri anche quella può essere un’arma”. A proposito di terrorismo, sulla prima del Giornale si segnala l’ennesima uscita squilibrata di Massimo D’Alema, che in un’intervista a Domani aveva dichiarato che “L’Isis è un gruppo terrorista, i Talebani sono un movimento politico, come Hezbollah e Hamas. Definirli terroristi è una stupidaggine”.

Israele, terroristi catturati. Quattro su sei dei terroristi evasi dal carcere di Gilboa, nel nord d’Israele, sono stati catturati dalle forze di sicurezza nelle ultime ore. Ieri è stato ripreso Zakaria Zubeidi, l’ex comandante delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa, trovato assieme a un altro degli evasi in un villaggio arabo israeliano ai piedi del monte Tabor. Le autorità israeliane proseguono la caccia per assicurare alla giustizia anche gli ultimi due fuggitivi (Avvenire).

Eitan in Israele. Eitan Biran, il bimbo israeliano unico sopravvissuto al disastro della funivia del Mottarone del 23 maggio scorso, “è stato rapito da suo nonno Shmuel Peleg” dopo la visita concordata di ieri. A denunciare il fatto alla polizia italiana, raccontano i quotidiani di oggi (Corriere, Repubblica, Stampa), la zia paterna del piccolo, Aya Biran, che vive a Pavia. Il bimbo di 6 anni – che nell’incidente ha perso entrambi i genitori, il fratellino e i bisnonni che erano venuti a trovarlo in Italia – è da mesi suo malgrado al centro di una battaglia per la custodia legale. “La sua vita è già difficile, non meritava altro dolore”, il commento al Corriere dello zio paterno Or Nirko.

G20 delle religioni. Prende il via oggi a Bologna il G20 delle religioni con gli interventi, tra gli altri, del presidente della Regione Stefano Bonaccini, del sindaco Virginio Merola e del rabbino capo della città Alberto Sermoneta. Tra i protagonisti della giornata inaugurale, segnala Repubblica Bologna, anche Ronald Lauder, presidente del Congresso ebraico mondiale.

Segnalibro. Una lunga conversazione tra Abraham Yehoshua e Marcello Fois attorno al libro di Edmondo De Amicis Cuore (a cui Fois ha dedicato il volume L’invenzione degli italiani. Dove ci porta Cuore) è al centro del numero de La Lettura Corriere di questa settimana. Un’occasione per i due autori di parlare di letteratura e identità. Il Sole 24 Ore segnala invece la scelta di Garzanti di ripubblicare, nel primo anniversario della scomparsa di Amos Luzzatto, il suo Il posto degli ebrei.

Daniel Reichel