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Roma e la violenza squadrista

Le immagini delle violenze a Roma, dove migliaia di no vax e neofascisti hanno manifestato in modo violento fino ad assaltare la sede nazionale della Cgil, preoccupano l’intero paese e aprono i quotidiani di oggi. Di “Assalto squadrista al lavoro” parla Repubblica, mentre La Stampa indica chiaramente l’origine delle violenze parlando di “squadrismo nero” che ha tenuto in ostaggio la capitale. La regia degli attacchi alla sede Cgil è infatti neofascista: l’ultradestra di Forza Nuova (Corriere racconta che è il suo leader, Giuliano Castellino), CasaPound, Veneto Fronte Skinhead, Area, ha monopolizzata e aizzato la piazza no Green pass, racconta Repubblica, per poi staccarsi e assaltare il quartiere generale del sindacato. Il Capo dello Stato Mattarella e il Presidente del Consiglio Draghi hanno subito condannato la violenza e inviato messaggi di solidarietà al segretario della Cgil Landini. “Un attacco alla democrazia e al mondo del lavoro”, dichiara Landini, riunendo un’assemblea generale per oggi per reagire. “Nessuno pensi di tornare al ventennio”, avverte (Corriere della Sera). Condannano le violenze Salvini e Meloni. I leader di Lega e Fratelli d’Italia esprimono però anche solidarietà a “migliaia di manifestanti scesi in piazza per protestare legittimamente” (Repubblica). “Guai a sminuire le violenze svelano la fragilità della democrazia”, le parole invece del commissario Ue Gentiloni a La Stampa. La ministra del Sud Carfagna, intervistata sempre da La Stampa, parla di “una minoranza da punire senza indulgenza” in riferimento alla violenza nella capitale. E aggiunge “basta nostalgie fasciste in chi vuole governare”.

Michetti e il pregiudizio. Le scandalose considerazioni sulla Shoah di Enrico Michetti, candidato sindaco di Roma del centrodestra che in un articolo del 2020 si è fatto promotore di alcune deliranti teorie su Memoria, banche e “lobby capaci di decidere i destini del pianeta”, hanno suscitato numerose reazioni (Stampa, Repubblica). Dentro e fuori gli spazi della politica.
“Michetti, frase antisemita. Insorge la comunità ebraica” titola il Corriere della Sera, dando forte risalto alle parole di condanna della presidente UCEI Noemi Di Segni. “Il pensiero che le nostre istituzioni cittadine siano guidate da persone il cui pensiero è intriso di pregiudizi fa tremare”, ha affermato al termine dello Shabbat in una nota ripresa da vari quotidiani. “Cultura del dialogo ed educazione alla memoria di ciò che fu il fascismo – ha poi aggiunto Di Segni – siano punti cardine alla base anche delle scelte elettorali”.
Allarme anche dalla presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello, che ha parlato di “inquietante pregiudizio”. In una riflessione che appare sul quotidiano La Stampa Dureghello qualifica le esternazioni di Michetti come “inaccettabili e pericolose”.
Libero intervista oggi Michetti, ma non ci sono domande sulle sue vergognose esternazioni. Il quotidiano non manca però di difendere il candidato, parlando di “fango” contro di lui.

Una domenica di Cultura ebraica. Incontri, visite guidate, concerti, passeggiate, dibattiti. L’Italia ebraica apre in queste ore le sue porte per la XXII edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica. Parola chiave quest’anno, “Dialoghi”, un tema pensato come un invito e come un auspicio con eventi aperti al pubblico in 108 località e 16 regioni. Città capofila, Padova. Da Torino a Roma, da Firenze fino alla Puglia, sulle cronache locali di oggi la presentazione dei programmi delle diverse città.

Meloni e il passato. “Immaginare che Fratelli d’Italia possa essere influenzato o peggio manovrato da gruppi di estrema destra è ridicolo e falso” sostiene Giorgia Meloni, intervistata ieri dal Corriere. “Pensate che potrei scrivere leggi razziali? La pagina più brutta dell’umanità, quindi decisamente no. Noi siamo a fianco di Israele a differenza di molti altri. Ma la verità – la sua tesi – è che quando parla di fascismo, la sinistra intende tutto e suo contrario, dal rischio di regime a chi manifesta contro il green pass. In pratica, sei fascista semplicemente perché non sei uno di loro. Troppo comodo”. I nostalgici del fascismo, afferma ancora Meloni, “non ci servono: sono solo utili idioti della sinistra, che li usa per mobilitare il proprio elettorato”.

Benemerenze bloccate. L’erogazione delle benemerenze agli ebrei perseguitati per le conseguenze delle leggi razziste è, di fatto, bloccata. E quanto denuncia Roberto Coen, tra i fondatori e membro del comitato direttivo dell’Associazione giuristi e avvocati ebrei, al Corriere. E questo perché, si legge, “da mesi la Commissione esaminatrice delle pratiche istituita al ministero dell’Economia non si può riunire: mancano ancora alcuni membri dimissionari e non rinominati dalla presidenza del Consiglio e dai ministeri dell’interno, della Giustizia, del Tesoro e del Lavoro”. Uno stallo che segue la storica svolta ottenuta dall’UCEI nell’ultima legge di Bilancio, segnata dalla fine dell’odioso obbligo che gravava sul perseguitato di dimostrare la propria persecuzione. Resta ora “l’incredibile nodo burocratico”.

Segnalibro. Igiaba Scego, italiana di origine somala, nipote dell’interprete di Rodolfo Graziani, immagina nel suo libro Figli dello stesso cielo (Piemme) di dialogare con quel nonno che non ha mai conosciuto. E di discutere con lui di razzismo e colonialismo. Ne parla con La Lettura del Corriere, ricordando un vergognoso episodio dell’infanzia: a scuola i compagni le cantavano “faccetta nera”. Sempre la Lettura conversa con i sei finalisti del Premio Strega europeo che saranno al Salone del libro di Torino: “Carenza di leadership, un presente incerto, difficoltà a immaginare il futuro, un passato diseguale” i temi toccati nel confronto a più voci. Il domenicale del Sole 24 Ore presenta invece Sinagoghe italiane. Raccontate e disegnate (Biblioteca dell’Immagine) di Adam Smulevich con illustrazioni di Pierfranco Fabris.

Musica e memoria. Il Corriere presenta le iniziative del Comitato “Terezin 17/10”, dedicate a ricordare, soprattutto attraverso la musica, la realtà terribile del ghetto di Terezin.

Daniel Reichel