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I grandi del mondo a Roma
e l’allarme “lupi solitari”

I grandi del mondo in arrivo a Roma per il vertice conclusivo del G20 a presidenza italiana.
Il Corriere descrive un clima di massima allerta: “La zona rossa dell’Eur è già presidiata. Domani scatteranno le bonifiche con unità cinofile e artificieri”. Il capo della Polizia Lamberto Giannini, intervenendo al Salone della Giustizia, ha evidenziato “un rilancio continuo della propaganda sul web a riproporre l’esperienza del Califfato”. Con la stretta necessità pertanto di vigilare anche sui “lupi solitari”. Un sabato che si annuncia di complessa gestione anche per le numerose manifestazioni concomitanti: a partire dalla consueta mobilitazione di No Vax e No Green Pass.

L’aula del Senato ha approvato la cosiddetta “tagliola” che pone fine all’iter del ddl Zan. Alcuni titoli dalle prime pagine dei giornali: “Omofobia, affossata la legge” (Corriere); “I diritti possono attendere. Voto segreto, addio al ddl Zan” (Repubblica); “Zan, il Parlamento dei diritti negati” (Stampa); “Piange il Pd. Che bello” (Libero); “Fine del delirio gender” (Il Giornale).

“Oltraggio ai palestinesi”. Così La Stampa nel raccontare una controversia legata alla costruzione di un parco biblico alle porte di Gerusalemme Est in un’area parzialmente occupata da un antico cimitero islamico. Lo scrittore Assaf Gavron, in una intervista, parla di “insensibilità nei confronti dei sentimenti dei palestinesi”.

Il Fatto Quotidiano annuncia di aver ottenuto 80mila firme a supporto della petizione per far eleggere Liliana Segre al Quirinale. Per Il Giornale una ipotesi che non sta in piedi per la volontà della stessa senatrice a vita: “Chi la conosce, chi le sta vicino, sa bene che questa possibilità non esiste per una serie di ragioni. Anagrafiche e non solo”.

La Stampa pubblica un brano dall’ultimo libro di Bernard-Henri Lévy, Sulla strada degli uomini senza nome. Dice di sé il noto intellettuale: “Non mi sono mai chiesto con chiarezza che cosa mi abbia fatto consacrare una parte della mia vita ad andare in giro per il mondo e tornarne con una serie di racconti. Ma la verità è che non mi pongo mai questa domanda”.

La città di Assisi è da ieri una “Casa di vita”: questo il titolo attribuitole dalla Fondazione Wallenberg per l’aiuto offerto agli ebrei perseguitati. La cerimonia ha avuto luogo presso il monastero di Santa Colette. Si tratta, ricorda Avvenire, di uno dei conventi “che hanno ospitato e nascosto”.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(28 ottobre 2021)