No Vax e no Green Pass,
la protesta sotto controllo

In significativa flessione i numeri delle manifestazioni di No Vax e No Green Pass, diventate ormai una consuetudine del fine settimana. La protesta, scrive il Corriere, non ha mai raggiunto numeri sufficienti “a imporre la sua disordinata sfilata numero diciassette per le vie di Milano”. Anche nel resto d’Italia situazione abbastanza sotto controllo. Tra le figure più esposte un complottista dal cognome illustre, Robert F. Kennedy Junior, intervenuto proprio a Milano. “Presenti sul palco – si riporta – anche Gian Marco Capitani, leader del movimento ‘Primum non nocere’ che aveva insultato la senatrice Liliana Segre, e l’ex dirigente Rai Carlo Freccero”. Mentre a Novara è tornata a parlare Giusy Pace, “l’infermiera finita nella bufera per i manifestanti travestiti da deportati nei lager”. L’allarme resta però alto. Repubblica parla al riguardo di un “patto eversivo” tra una parte dell’universo No Vax e i neofascisti di Forza Nuova. “Tutto – si spiega in un’inchiesta – parte da Roma durante il lockdown. Con Fiore e Castellino che si infiltrano nei cortei per fare proseliti, cercare nuovi leader tra gli insoddisfatti e orientare le scelte dei partiti”.

Sempre più drammatica la condizione dei profughi al confine tra Polonia e Bielorussia. “Fuori dal villaggio di Wolka Terechowska – racconta Repubblica – un boscaiolo ha trovato il corpo assiderato di un ventenne con passaporto curdo. È l’undicesima vittima ufficiale in meno di una settimana”.

L’Espresso indaga il mondo di Eric Zemmour: come opera, chi sono i suoi sostenitori. “Di origine ebraica – si legge – moltiplica dichiarazioni offensive sull’affare Dreyfus, la retata del Vel’d’Hiv o le leggi della memoria che puniscono il reato di negazionismo. Poco importa il paradosso, quello che conta è fare audience, essere costantemente al centro”.

Su Repubblica, nella rubrica Pietre, è segnalato un nuovo sfregio alla Memoria: le foto sorridenti di un gruppo di persone in visita all’ex carcere di Bergamo, dentro una delle celle dove furono rinchiusi numerosi ebrei oltre a “detenuti politici e non, carcerati in attesa di giudizio e poi fucilati”.

Arriva in Italia la Storia mondiale degli ebrei curata da Pierre Savy. Rivista e adattata con il coordinamento di Anna Foa, l’opera è pubblicata da Laterza. “Una storia mondiale in 80 tappe tra figure e avvenimenti dimenticati, pagine drammatiche e vicende sorprendenti”, sottolinea l’Espresso.

Altre segnalazioni culturali. Sull’Espresso si ripercorre la vicenda dell’archivio Ringelblum, trattata nel libro “Chi scriverà la nostra storia” che ha ispirato il film omonimo. Il domenicale del Sole 24 Ore parla della mostra che la Triennale di Milano ha dedicato a Saul Steinberg. Sulla Lettura del Corriere appare invece un nuovo racconto dello scrittore israeliano Etgar Keret.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(14 novembre 2021)