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Un paragone impossibile

Gentile Vladimiro Bibolotti, intervengo a proposito della sua lettera del 23 novembre in cui si sente stigmatizzato in quanto ufologo dal mio intervento del giorno precedente su Pagine Ebraiche.
Premetto che il mio riferimento agli ufologi derivava dal fatto che apparteneva a tale categoria il signore che ha pesantemente insultato la senatrice Segre, senza che la società ufologica a cui apparteneva lo abbia smentito. Se lei si è sentito insultato me ne scuso, avrei potuto scrivere con lo stesso spirito “Basta con gli stregoni” o “basta con i no vax”.
Qualche puntualizzazione tuttavia: il suo discorso sullo stigma mi ricorda troppo quello che fanno i no vax che proclamano di sentirsi discriminati. E, come quello sui no vax, non è in nessun modo comparabile con lo stigma antiebraico come lei invece sembra suggerire.
Lei parla dell’ufologia dando ad intendere che si tratti di un sapere scientificamente riconosciuto. Non è così. Accademicamente fa parte di Università private di Scienze esoteriche. Certo, alcuni studiosi veri vi si sono dedicati, ma questo non ne determina il riconoscimento scientifico. E il fatto che vi siano anche ufologi israeliani nulla cambia. In questo momento di prevalente irrazionalità e di attacco alla scienza e alla medicina, farei molta attenzione a rivendicare lo statuto di scienza all’ufologia.
Mi congratulo con lei per essere figlio e nipote di resistenti, antifascisti, padri costituenti. Suo nonno è stato condannato a diciotto anni dal Tribunale Speciale e ne ha scontati dieci. Ma non vedo francamente che cosa c’entra con ciò di cui stiamo parlando. Anche mio padre e mio nonno hanno fatto oltre otto anni di galera come antifascisti e sono stati ambedue padri costituenti. Ma non lo dico ogni volta che scrivo qualcosa, soprattutto parlando di tutt’altro.
Con i miei più cordiali saluti,
Anna Foa