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Obbligo vaccinale per gli over 50, la nuova misura del governo

Dopo una prolungata mediazione nella riunione del Consiglio dei ministri, il governo ha deciso all’unanimità di introdurre l’obbligo vaccinale alle persone che hanno almeno 50 anni. “Draghi media, obbligo vaccinale ai 50enni”, il titolo di apertura de La Stampa, simile a quello di Corriere e Repubblica. “È previsto l’obbligo vaccinale per tutti i cittadini, anche per gli stranieri che sono residenti in Italia, che hanno dai 50 anni in su. – spiega il Corriere – Palazzo Chigi ha chiarito che l’obbligo decorre subito e se non ci si vaccina entro il 1° febbraio scatta la sanzione. I lavoratori con un’età superiore ai 50 anni sono tenuti a immunizzarsi e devono avere il green pass rafforzato – che viene rilasciato sia ai vaccinati sia ai guariti – dal 15 febbraio”. Il governo ha inoltre introdotto l’obbligo vaccinale per il personale universitario.
In Israele intanto, a fronte del continuo aumento dei contagi, cambia la policy sui test: i molecolari saranno eseguiti solo per i gruppi considerati a rischio, mentre agli altri sarà d’ora in poi chiesto di controllarsi con un test a casa (a proprie spese) o di sottoporsi a un test rapido in uno dei siti autorizzati (Haaretz).

Biden contro Trump. “Il Presidente dirà la verità su ciò che accadde quel giorno, non le bugie che qualcuno ha diffuso da allora, oltre ad alimentare il pericolo per lo Stato di diritto e per il nostro sistema democratico”. Così la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, sul discorso che terrà oggi il Presidente Joe Biden in cui, scrivono i giornali Usa, denuncerà le responsabilità di Donald Trump nell’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021. Gli Stati Uniti, scrive La Stampa, rimangono divisi e preoccupa il sondaggio effettuato dal Washington Post secondo cui circa un americano su tre ritiene che la violenza contro il governo possa essere giustificata. Sempre La Stampa intervista l’analista Moisés Naìm, che evidenzia la crisi di consensi di Biden e ne rileva gli errori, dall’Afghanistan alle manovre economiche in stallo. Dall’altra parte Naìm parla di rischi per la democrazia in riferimento alle manovre dei “repubblicani trumpisti che vogliono prendere il controllo delle assemblee statali e locali”. “C’è una strategia deliberata, sistematica e molto ben finanziata che sta radicandosi negli Stati e nelle città – afferma l’analista – per infiltrarsi nei governi locali con i suoi candidati per raggiungere due obiettivi, limitare l’accesso alle votazioni dai gruppi che avversari e controllare il processo di conteggio dei voti”.

Il futuro laburista. Il leader dei laburisti britannici Keir Starmer continua nel suo sforzo di lasciarsi alle spalle l’era Corbyn e di riportare verso il centro il partito. Ne parla oggi Repubblica, richiamando come i pilastri del suo programma siano quattro “Sicurezza, prosperità, decenza e onestà”. Da qui anche lo sforzo di cancellare le tracce di antisemitismo interne al partito ereditato da Corbyn: “Starmer, ex avvocato e massimo procuratore della Corona, ha cercato di estirpare dal Labour dal suo primo giorno al comando, ricostruendo i rapporti con la comunità ebraica”.

Il caso del regista ucraino. “Per il mio dissenso sull’invasione della Crimea ho già subito un aggressione a Odessa. Tornerò a Kiev a continuare la battaglia”, così il regista ucraino Eugene Lavrenchuk, detenuto a Napoli per un mandato internazionale contro di lui spiccato dalla magistratura russa. Un provvedimento che Lavrenchuk sostiene sia motivato politicamente per la sua critica al Cremlino. A fargli visita in cella, racconta Repubblica, il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli. L’artista è stato bloccato al suo arrivo in un albergo napoletano nella zona di Capodichino dove il suo volo, proveniente da Tel Aviv e diretto a Kiev, ha fatto scalo. Lavrenchuk, racconta Repubblica, “ha ricevuto molti riconoscimenti in Israele, anche se non hanno trovato conferma le notizie che lo vorrebbero in possesso anche di un passaporto di quel Paese”.

L’ultima dittatura d’Europa. “A Minsk la gente vive già come nei libri di Solzhenitsyn, con una valigetta di emergenza pronta, un piccolo zaino con l’essenziale, uno spazzolino da denti, un cambio di vestiti, per i primi giorni in prigione”. Il racconto a Repubblica della situazione in Bielorussia della scrittrice premio Nobel Svetlana Alexievich, in esilio a Berlino per aver contestato il regime di Lukashenko.

Milano, processo ai neonazisti. Associazione per delinquere finalizzata alla propaganda e all’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione etnica e religiosa sono le ipotesi di reato per le quali la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per i quattro studenti universitari milanesi tra i 20 e i 21 anni ai quali a luglio fu imposto l’obbligo di dimora perché accusati di aver allestito l’organizzazione di ispirazione neonazista, suprematista e xenofoba Avanguardia Rivoluzionaria. Ne parla oggi Corriere Milano in una breve. Intanto su Repubblica Paolo Berizzi denuncia un’iniziativa inquietante: il gruppo neofascista romano Azione Frontale presenterà domani un suo progetto nell’aula consiliare del Municipio VI (Tor Bella Monaca-Torre Angela) a Roma.

Mr Nba. “Figlio di ebrei americani, avvocato prima di diventare – nomina dello Sport Business Journal – uno dei dirigenti sportivi più influenti al mondo, Adam Silver sta completando l’ottavo anno da commissioner della Nba”, così il Corriere aprendo l’intervista a uno dei dirigenti di riferimento del basket Usa. Nel colloquio si parla soprattutto del futuro del Nba. “Le opportunità di crescita sono enormi, in particolare al di fuori degli Usa. – afferma Silver – L’obiettivo è puntare su un business rivolto al consumatore e coinvolgere in modo diretto i tifosi tramite la ‘tecnologia aumentata’, renderemo questa esperienza più personale e interattiva”.

Daniel Reichel