Bombe sui bambini
Le bombe sull’ospedale pediatrico di Mariupol sono la nuova frontiera dell’orrore firmata Vladimir Putin. Repubblica descrive questa agghiacciante immagine: “Una voragine occupa il cortile dei reparti crollati. Un uomo scava tra le macerie e grida: ‘C’è qualcuno?’. Nessuno risponde”. Un crimine di guerra. Il più cruento, sottolinea La Stampa, dall’inizio dell’invasione.
“Per quanto ancora il mondo sarà complice ignorando il terrore? Chiudete i cieli adesso! Fermate le uccisioni!”, l’appello del presidente ucraino Zelensky. Il Corriere traduce una sua intervista con il settimanale tedesco Die Zeit, incentrata anche sull’eroica resistenza civile. Afferma Zelensky: “Quando la Russia preparava l’invasione, Putin non poteva immaginare che gli ucraini avrebbero difeso il loro Paese con tale determinazione. Non solo pochi individui, bensì la nazione intera”.
Oggi ad Antalya, in Turchia, un nuovo round di colloqui. Per il Fatto Quotidiano Erdogan starebbe sgomitando per imporsi come primo mediatore, a danno anche di Israele, “non tanto per provare a rallentare l’invasore russo, quanto per convincere Kiev a desistere”. Si segnala al riguardo l’intervento di un suo consigliere che ha pubblicato un tweet, ammiccante al peggior complottismo antisemita, in cui si esprime il concetto che “l’Ucraina e il suo popolo vengono consumati e gettati via da Volodymyr Zelensky, sostenuto da Israele e dal miliardario George Soros”.
Sul Corriere si parla di identità e confini nel segno di un grande scrittore del Novecento: Joseph Roth. Ci si chiede quale fosse la sua vera patria: “Il piccolo cosmo di Brody? La Galizia allora austro-ungherese poi polacca e infine ucraina? Il mondo ebraico che parlava yiddish? La defunta monarchia di Franz Joseph von Osterreich cioè Ferenc József per gli ungheresi, Frantisek Josef per i cechi, Franciszek Józef per i polacchi e così via? O quella Francia dove, dopo essersi imposto come giornalista e scrittore a Vienna e a Berlino, riparò il giorno stesso in cui Hitler diventò cancelliere, e dove sarebbe morto in esilio? Difficile rispondere”.
“Putin era ed è rimasto rosso come rosse erano le Botteghe Oscure e come rosso era ed è Giorgio Napolitano che una classe politica miserabile ha voluto per ben due volte presidente della Repubblica italiana”. Così, in un surreale articolo su Putin presunto uomo di sinistra, il direttore di Libero Vittorio Feltri. Addentrandosi in questioni che nulla hanno a che fare con la crisi di questi giorni Feltri definisce il comunismo “il male assoluto che ha sterminato anche migliaia di ebrei senza neppure essere deplorato”.
Sul Corriere un testo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo sul tema della “speranza”, estratto dalla prima di tre lezioni per il Centro internazionale di studi umanistici Umberto Eco dell’Università di Bologna. Sul Foglio invece si suggerisce la lettura di Kafka sognatore ribelle di Michael Lowy. Un libro che illuminerebbe “di una luce nuova” alcuni risvolti delle sue opere.
Risse in campo, intimidazioni. E anche chat con frasi antisemite. Il “metodo” Seregno, squadra lombarda che naviga nei bassifondi della Serie C, preoccupa il mondo del calcio. In azione anche la Procura, come spiega il Corriere facendo il punto sulle indagini.
Sconcertante iniziativa del Consiglio comunale di Orbetello (Grosseto) che ha approvato, a maggioranza, “una mozione per intitolare l’ex idroscalo a Italo Balbo” (Corriere).
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(10 marzo 2022)