Kadyrov minaccia Kiev (e Zelensky)

Notte d’inferno a Kiev, con sirene e missili che hanno colpito vari quartieri della capitale ucraina. Nei pressi della città si troverebbe anche uno dei peggiori criminali possibili in circolazione: si tratta del ceceno Ramzan Kadyrov, che il Corriere descrive “a suo agio tra i morti” ancora più che nelle vicinanze di Putin (di cui è un fedele e sanguinario alleato). Al suo “team” sarebbe stato assegnato il compito di eliminare Zelensky. “L’altro giorno eravamo a circa 20 chilometri da voi nazisti, ora siamo ancora più vicino”, le sue parole di minaccia in un video circolato nelle scorse ore.
Diplomazia ancora al lavoro: ieri è stato il giorno del vertice di Roma tra Usa e Cina. Ancor più determinante, però, potrebbe esserlo Israele. È quanto sostengono alcuni giornali, come Il Fatto Quotidiano, dove oggi si esprimono però anche concetti piuttosto inquietanti. Come il seguente: “Israele, come ‘Stato ebraico’, è la patria ideale di tutti gli ebrei del mondo, compresi i grandi banchieri che ostentano la visione galattica del potere, e nessuno di essi oserebbe opporsi a Israele, soprattutto se fosse alla ricerca di una soluzione meno drammatica di quella offerta da Putin”. Della possibile centralità di Israele parla anche il Foglio, indicando due diversi approcci interni all’esecutivo: “Bennett indugia, Lapid è contro Mosca”.
Così Michele Serra nella sua Amaca odierna su Repubblica: “Ebrei scampati ai campi, tornati alla loro casa, la trovarono abitata da non ebrei, lieti di approfittarne. Le fughe dei civili dalle (loro) città in guerra sono, a tutti gli effetti, deportazioni. Il calcolo è farli scappare come topi snidati, scoperchiando i posti dove vivono, cacciandoli dalle loro strade e dai loro percorsi quotidiani, dunque cacciandoli da se stessi”.
L’Ucraina continua intanto a resistere con determinazione. Per Fiamma Nirenstein, che firma un commento sul Giornale, “Zelensky, una specie di Isaac Babel post litteram, ebreo e cosacco, ce la può fare. Come Golda Meir o altri leader ebreo-ucraini scampati e combattenti”. Avvenire racconta l’impegno di solidarietà dell’associazione ebraica Tikva: salvate dall’Ucraina oltre mille persone, tra cui 270 orfani. “Dove è e che cosa sta facendo Roman Abramovich?”, si chiede il Messaggero. L’oligarca russo, che vive un momento non semplice, è stato avvistato a Tel Aviv.

Missili iraniani su Erbil. Ad essere colpita quella che Teheran ha definito una base operativa del Mossad. Se ciò fosse confermato, scrive Repubblica, “si tratterebbe del primo attacco noto contro una postazione di intelligence israeliana in un Paese arabo da parte dell’Iran”. In una fase di stallo del negoziato sul nucleare di Vienna un’iniziativa che vorrebbe ricordare al mondo che il regime dispone comunque di “una significativa potenza di fuoco”.

Il ministero della Difesa ha annunciato la rimozione del nome di Italo Balbo da uno degli aerei della flotta di Stato, intitolato fino a poche ore fa al gerarca fascista. Grida allo scandalo il Giornale, che accusa: “La cancel culture ‘abbatte’ Balbo”. Si dispiace, tra gli altri, anche Libero. Ad esprimere qualche remora è anche Mattia Feltri nel suo Buongiorno sulla Stampa, che evoca anche la (mai esplicitata) opposizione di Balbo alle leggi razziste.

Sulla rubrica Pietre di Repubblica è segnalata una nuova vergogna firmata da gruppi estremisti No Green Pass, che hanno vandalizzato la sede della Cgil di Reggio Emilia e deturpato l’ingresso con un’immagine del segretario Landini con una svastica nera disegnata sulla fronte.

Sul Corriere si anticipano i temi dell’inserto Cook in edicola domani. Tra le protagoniste Benedetta Jasmine Guetta, food blogger specializzata nelle ricette della tradizione ebraica.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(15 marzo 2022)