Il ricatto di Putin
È guerra anche sul gas: si accende infatti proprio in queste ore lo scontro sul pagamento delle forniture. In rubli, pretende Putin. Il tema si riflette su molte prime pagine dei giornali italiani: “Putin e l’Europa, sfida sul gas” (Corriere); “Il ricatto del gas” (Repubblica); “Putin alla guerra del gas” (La Stampa); “Ricatti a tutto gas” (Il Giornale); “La minaccia di Putin: sgasati” (Libero). Per il Nobel Joseph Stiglitz, intervistato da Repubblica, “quello che sta accadendo conferma che la Russia non può essere un partner affidabile, che non ha senso trascinarla in un ambito di globalizzazione corretta, produttiva per tutti, basata su semplici ma basilari regole di lealtà e cooperazione”. Arriva intanto la notizia di un morto italiano: si tratta del 46enne Edy Ongaro, che combatteva con le milizie separatiste del Donbass.
Lilli Gruber, su 7, critica il paragone tra l’aggressione russa all’Ucraina e la Shoah formulato da Zelensky: “La vicenda dell’Ucraina è una tragedia. Ma non c’entra con il genocidio ‘scientifico’ degli ebrei. Quello di Zelensky alla Knesset è stato un errore”. Per spiegare l’unicità della Shoah Gruber cita un recente intervento di Lisa Billig dell’American Jewish Committee.
“Tante guerre dimenticate, ma armiamo solo l’Ucraina” sostiene il Fatto Quotidiano, in un articolo in cui strumentalmente si evocano anche le tensioni tra israeliani e palestinesi.
La nuova ondata di terrorismo contro Israele resta al centro dell’attenzione. Secondo il Foglio gli ultimi attacchi “hanno colpito il cuore del paese, mettendo in dubbio le capacità delle forze di sicurezza e quelle del governo, dove c’è solo il ministro della Difesa Benny Gantz a vantare un’esperienza sul campo tra le forze armate”. Scrive il Giornale che Israele “da giorni seppellisce le sue vittime del terrorismo, tutte giovani, nella disperazione delle famiglie, nella rabbia di non sentirsi abbastanza difesi”.
Il Venerdì di Repubblica racconta Vasilij Grossman, i suoi libri, la sua storia: “Ucraino di famiglia ebraica, nacque nel 1905 a Berdyciv, uno degli shtetl più importanti d’Europa, la cui popolazione venne decimata dai nazisti che qui fecero terra bruciata con esecuzioni terrificanti. Ancora oggi il terreno dei boschi limitrofi nasconde migliaia di scheletri”.
“Non l’ha potuta vedere in vita, ma resta la sua eredità per tutti noi, non soltanto per la comunità ebraica. Un luogo di preghiera che manca”. Così l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice nel parlare, con la redazione locale di Repubblica, di cosa ha significato per la città la figura di Evelyne Aouate e il suo impegno per l’istituzione di una sinagoga.
La Nazione ricorda Guidobaldo Passigli, l’ex presidente della Comunità ebraica fiorentina recentemente scomparso. “Ha fatto appena in tempo a vedere realizzato un suo sogno”, si legge, facendo riferimento all’installazione a Grassina di due pietre d’inciampo in ricordo dei nonni paterni uccisi nella Shoah. Sul Corriere Torino appare invece una testimonianza in memoria di Roberto Zargani. L’artista classe 1934, tra i vari temi, “aveva rappresentato la deportazione”.
Il presidente di Gariwo Gabriele Nissim, su Avvenire, annuncia che è al lavoro per organizzare un’iniziativa “che valorizzi la resistenza morale che tra le mille difficoltà di un regime neototalitario si manifesta in questi giorni a Mosca”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(1 aprile 2022)