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giorni…

Dal secondo giorno di Pèsach fino a Shavu’òt si contano i giorni. Secondo un’interpretazione più diffusa contiamo i giorni che separano l’uscita dall’Egitto dal Mattàn Torà. Qualcuno però obietta che se così fosse dovremmo fare un conto alla rovescia, dovremmo cioè contare i giorni che ci separano da Shavu’òt. Noi invece contiamo progressivamente giorno per giorno. Una possibile interpretazione di questo conteggio è quella per cui noi ci prepariamo al futuro, al Mattàn Torà vivendo e valorizzando il presente. Proiettarsi nel futuro senza vivere il presente rischia di essere velleitari. In un appunto di Rav Eliahu Dessler è stato trovato questo pensiero. Il passato è solo ricordi, il futuro immaginazione. Bisogna vivere il presente e sono tutte prove da superare.

Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano

(5 aprile 2013)