…resistenza

“Come pecore al macello”: è nota la famosa frase coniata forse dal poeta Abba Kovner, leader della resistenza ebraica a Vilna, in Lituania, dal 1941 al 1944. Già durante la guerra si faceva strada l’esplicita accusa ai perseguitati non solo a proposito dell’oggettiva difficoltà a mettere in campo azioni di resistenza, ma addirittura si rinfacciava una mancanza di volontà di opporsi e sottrarsi alle deportazioni e allo sterminio. Si proponeva uno scontro fra il modello di ebreo diasporico che strutturalmente non si pone in conflitto con la società di maggioranza, cui si contrapponeva l’ebreo-nuovo (a volte il giovane sionista come nel caso di Kovner, membro dell’Hashomer Hatzair), che intendeva perseguire il riscatto nella costruzione del nuovo ebreo, artefice del suo stesso futuro. Questo scontro prevedeva una dolorosa colpevolizzazione delle vittime e proponeva una questione morale ancora non definitivamente risolta. Il momento in cui tale conflitto si palesò per la prima volta in modo pubblico fu il processo Eichmann, svoltosi a Gerusalemme nel 1961, dove lo stesso Kovner fece da testimone. Ma l’idea di resistenza non era propria solo dei giovani combattenti dei ghetti. Anche in Italia c’erano ragazzi che decidevano di prendere in mano il proprio destino. Non pochi, checché se ne dica. Fra loro Alfredo Schonhaut, nome di battaglia Fredi, n.28 del Battaglione Italia, Brigata Osoppo, che combatté nella primavera del 1944 in Carnia prima di essere catturato e deportato a Buchenwald. In una sua recente memoria scriveva: “Effettivamente mi sentivo bene; fisicamente, ora non facevo alcuna fatica; e spiritualmente, da quando avevo visto cadere sotto una raffica di Sten due tedeschi: ero in pace”. Quando è tornato in Italia ha fatto il medico, e si è tolto la soddisfazione di curare anche molti tedeschi (magari ex-Wermacht) che facevano la loro villeggiatura a Nova Levante in Alto Adige, dove ha esercitato per tre decenni. Il partigiano Fredi ora non c’è più. Ci rimane il suo esempio orgoglioso: comunque vada, bisogna combattere!

Gadi Luzzatto Voghera, storico

(20 giugno 2014)