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Weisz, una Memoria ancora viva

Uno dei più grandi allenatori di sempre per la sua capacità di innovare, costruire, imporre una mentalità vincente. Nato a Solt (Ungheria) nel 1896, morto ad Auschwitz nel 1944, Arpad Weisz ha al suo attivo tre scudetti con Ambrosiana-Inter e Bologna ed è stato lo scopritore tra gli altri del leggendario Peppino Meazza. L’ultimo tricolore nella stagione 1936-37, un anno prima della promulgazione delle Leggi Razziste che, in quanto ebreo, lo avrebbero allontanato per sempre dalla professione. Da eroe osannato da milioni di tifosi adoranti ad autentico emarginato sociale: una condizione durissima, che lo porterà a lasciare il paese per l’Olanda e che andrà gradualmente peggiorando fino all’inferno della persecuzione e della deportazione in campo di sterminio. Poi, a guerra finita, l’avvio di una fase di oblio durata fino a tempi recentissimi. E cioè fino a quando è uscito il formidabile saggio Dallo scudetto ad Auschwitz, del giornalista Matteo Marani, che ha colmato una lacuna storiografica (nel calcio e non solo) di decenni.
Da qualche mese, la curva ospiti dello stadio del Bologna porta il nome del tecnico magiaro (cui Pagine Ebraiche ha dedicato in passato un ampio dossier). Ed è proprio in quel settore che stasera si ritroveranno i tifosi biancocelesti al seguito della Lazio, impegnata in terra emiliana nel turno infrasettimanale di campionato. Un perfetto “contrappasso”, come hanno scritto oggi in molti per via dei ben noti fatti di cronaca che hanno coinvolto diversi ultrà laziali.
A Bologna mancheranno però gli “Irriducibili”, il segmento più organizzato della tifoseria capitolina. Non per un divieto, ma in ragione di una loro scelta. E cioè, loro parole, “per non essere complici di questo teatrino mediatico”. Dove per teatrino mediatico si intendono le diverse iniziative previste per questa sera, a partire dal momento di riflessione che sarà dedicato alla figura di Anna Frank.
Sempre Weisz sarà protagonista domani, in occasione del Festival Internazionale della Storia, nell’ambito di un evento in cui si darà notizia di una mostra a lui dedicata che Museo ebraico e Comunità ebraica, in collaborazione con Bologna FC, hanno in progetto per il Giorno della Memoria 2018.
La mostra parte dalla graphic novel di Matteo Matteucci, Arpad Weisz e il Littoriale, di prossima uscita con edizioni Minerva di Bologna, che racconta attraverso una serie di tavole illustrate le vicende sportive e storiche risalenti dagli anni Venti agli anni Quaranta nel territorio bolognese.
Sottolinea la direttrice del Museo Vincenza Maugeri: “La vicenda umana e sportiva di Weisz precipita drammaticamente con la promulgazione delle leggi razziali. Nel gennaio del 1939 appena un trafiletto sul giornale il Calcio Illustrato per comunicare il suo esonero da allenatore. Un personaggio tanto importante nello sport più amato del paese scompare nel vuoto, cancellato”.
La mostra, che sarà corredata da foto, documenti e materiale inedito.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(25 ottobre 2017)