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Italia, timori per nuovi focolai

I quotidiani italiani aprono oggi guardando ai dati sui casi da coronavirus, segnalando nuovi focolai e un trend in costante crescita rispetto ai contagi. Sotto i riflettori ora non ci sono più solo la Lombardia e Veneto: preoccupano i cluster in Emilia Romagna e Toscana mentre soltanto in cinque regioni non si registrano nuovi malati. Secondo il Corriere, parte dei nuovi contagi sono legate a persone che si sono recate all’estero e che sono tornare ora in Italia. “Il problema dell’importazione di casi contratti all’estero c’è. – afferma l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, capo – Se il sistema è efficiente ed è capace di identificare almeno il 70% dei focolai, il rischio di una nuova emergenza è però moderato. Il tracciamento è l’unica azione efficace. Finora ha funzionato”. Intanto guarda a settembre il ministro della Salute, Roberto Speranza, parlando a Repubblica della riapertura delle scuole: “Ci saranno test sierologici sui lavoratori, molecolari sulla popolazione scolastica”. A suo avviso occorre recuperare “una relazione organica costante della prevenzione sanitaria con la scuola”.

Il 4 luglio di Trump. Mentre negli Stati Uniti l’emergenza sanitaria legata alla pandemia continua ad essere molto grave, il presidente Usa Donald Trump, durante le celebrazioni per il 4 luglio, assicura “avremo una cura o un vaccino” prima della fine dell’anno. Ma la gestione della Casa Bianca dell’emergenza, scrive La Stampa, è stata fallimentare: “gli Usa hanno il 4% della popolazione mondiale, ma oltre il 25% dei casi e dei morti”. Per questo, spiega il quotidiano torinese, Trump ha scelto di cambiare discorso e attaccare la sinistra radicale paragonandola al fascismo. In un paese diviso dalle proteste contro il razzismo, il presidente, scrive Repubblica, “elenca i pilastri della ‘sua’ America: i principi della civiltà giudeo-cristiana; il valore della famiglia; il diritto-dovere di proteggere i propri confini; la sicurezza e l’ordine”. Per Trump, “questo è ciò che siamo, e in questo che noi crediamo. Il nuovo fascismo di estrema sinistra attacca le statue per cancellare la storia americana. Non ci lasceremo tirannizzare, umiliare, o intimidire da questa cattiva gente” (parte del discorso è riproposto oggi da La Verità). Lo sfidante alla presidenza Joe Biden, ha scelto il 4 luglio per affermare che gli Stati Uniti “sono lacerati dal razzismo” ed è necessario impegnarsi per estirparlo. Repubblica, richiamando le analisi del sito Politico, sottolinea come la campagna elettorale di Biden consista sostanzialmente nel rimanere lontano dai riflettori.

Migranti alla deriva. È stato di emergenza sulla Ocean Viking, la nave al largo della Sicilia con 180 migranti, che da tre giorni chiede un porto sicuro. Sull’imbarcazione nel giro di 24 ore ci sono stati sei tentativi di suicidio e un team medico italiano è salito per assistere i profughi. A proclamare l’allarme è stato il comandante, che ha spiegato come la sicurezza a bordo non possa più essere garantita (La Stampa).

Una notte a Haifa. Intervistato dal Corriere della Sera, il regista israeliano Amos Gitai presenta il suo ultimo film, Laila a Haifa. “L’ho girato tutto in una discoteca frequentata da israeliani e palestinesi a Haifa, la mia città natale, la più aperta di Israele. – afferma Gitai, che lunedì sarà premiato a distanza dalla rassegna Milanesiana con l’Omaggio al Maestro – È un nuovo anello nella catena dei miei film che provano a riunire in uno stesso luogo storie di due popoli insensatamente divisi. Ma è anche il tentativo di trasformare il film stesso, che nel cast ha attori di ambo le parti, in un processo creativo comune, un momento di dialogo, in una terra che soffre di odio e violenza cronica”. Rispetto alle prospettive di pace tra israeliani e palestinesi, Gitai afferma: “essere pessimisti è un lusso che non possiamo permetterci”.

Renata Colorni, una vita tra gli autori. Dagli esordi come traduttrice fino alla guida dei Meridiani, storica collana Mondadori, Renata Colorni va in pensione e si racconta oggi al Corriere della Sera tra storie di famiglia e la sua vita da protagonista nel mondo dell’editoria italiana. Figlia del celebre politico antifascista Eugenio Colorni, ricorda come i genitori “avevano un’unica grande passione comune: la politica, gli Stati Uniti d’Europa. Mia madre è stata compagna di battaglia di Altiero per tutta la vita, anzi è andata un po’ in crisi quando il lavoro di Spinelli è entrato nelle istituzioni in forma più ufficiale”. E a proposito della madre, ricorda “con ammirazione lo spirito libero. Mi ha insegnato il tedesco, la mia lingua madre, visto che in tedesco parlava anche con mio padre Eugenio. Non le piaceva fare la signora, moglie di… Amava la battaglia. Io la politica non l’ho mai praticata né studiata, ma l’ho sempre vissuta con passione. Non avrei mai potuto sposare qualcuno che non condividesse i valori etici e civili della mia famiglia, mentre l’ebraismo mi interessava meno, pur essendo ebrea al cento per cento, come diceva mia madre: Renata, ricordati che sei ebrea hundert Prozent”.

L’abbraccio contro i traumi. “L’unico modo per elaborare il trauma è farlo emergere, per essere elaborato. Nella mia attività di docente, ho chiesto agli studenti di indagare il fenomeno all’interno delle loro famiglie e all’esterno. Studiando il problema, oggettivando il trauma, gli allievi erano in grado di elaborarlo”. Lo spiega lo psicanalista David Meghnagi in un’ampia intervista pubblicata oggi da L’Espresso e firmata da Wlodek Goldkorn. Tra gli elementi per affrontare il trauma, spiega Meghnagi, importante è l’abbraccio: “Gli esseri umani hanno bisogno di toccare e abbracciare le persone care. Altrimenti rischiano di ammalarsi. I terminali del nostro sistema nervoso centrale sono programmati per poter interagire con l’esterno e con altri esseri umani. Un bambino che non viene cullato rischia di morire. Un abbraccio, una carezza sono non solo gesti di piacere reciproco, ma una necessità programmata etologicamente e biologicamente per aiutare la crescita, per dare la sicurezza, la forza di vivere”.

Memorie da Trieste. Cent’anni fa ci fu l’incendio del Narodni Dom di Trieste, che il prossimo 13 luglio verrà riconsegnato alla comunità slovena. Lo scrittore Boris Pahor, presente all’eccidio, rievoca sul Domenicale del Sole 24 Ore i fatti di quella furia fascista e chiede chiarezza sui rapporti tra Slovenia e Italia. Nelle stesse pagine, il responsabile del Museo Sveviano di Trieste Riccardo Cepach racconta di come sia stata trovata la casa dove nacque Italo Svevo: al civico 21 di via Nuova, attuale via Mazzini 27, grazie al Registro dei Nati 1860-1883 della Comunità Israelitica di Trieste e agli Archivi del Comune.

Segnalibro. Sul Domenicale del Sole 24 Ore Giulio Busi riflette sul significato dell’ultimo libro di Nathan Englander, Kaddish.com (Einaudi), dedicato allo scontro e poi riappacificazione di Larry, protagonista del romanzo e miscredente, con il mondo ebraico religioso di cui faceva parte il padre. Nelle stesse pagine, viene presentato l’ultimo lavoro della giornalista francese Anne Sinclair, che in La rafle des notables torna ad affrontare i destini della sua famiglia e “affronta un particolarissimo rastrellamento di ebrei nella Francia occupata, di cui fu vittima questa volta il nonno paterno, Léonce Schwartz”. Sempre sul Sole 24 Ore viene raccontata invece la storia di Abram Ishakov, settant’anni, giornalista e dal 2018 capo della comunità ebraica di Bukhara, in Uzbekistan, una delle più antiche al mondo.

Libano in bancarotta. Ampio reportage dal Libano a firma di Pietro Del Re (Repubblica) in cui si racconta la grave crisi economica che sta segnando il paese. “Nel Libano in bancarotta anche l’esercito non ha più cibo”, il significativo titolo dell’articolo, che segnala come il movimento terroristico di Hezbollah in questa crisi stia cercando di rafforzarsi.

Odio sul web, il confronto online. “Discorsi d’odio online di natura antireligiosa. Una ricerca su antisemitismo e islamofobia”, è il tema dell’appuntamento di domani (ore 16.00) promosso dall’Università Cattolica di Milano e dal laboratorio di informazioni e comunicazioni Mediavox. Come segnala Avvenire, dopo l’introduzione di Triantafillos Loukarelis, direttore Unar, Milena Santerini, coordinatrice nazionale Lotta contro l’antisemitismo, presenterà il progetto. Previsti anche interventi del direttore del Cdec Gadi Luzzatto Voghera, della responsabile dell’Osservatorio Antisemitismo Betti Guetta, Gad Lerner, Stefano Chirico (Oscad), Simone Santoro (Unione giovani ebrei italiani), Elhassan Abd Alla, (Giovani musulmani d’Italia). A proposito di odio e web, indignazione per la foto circolata online in queste ore di Gabrio Vaccarin, consigliere comunale 54enne di Nimis, in provincia di Udine, eletto in quota Fratelli d’Italia e immortalato in divisa da nazista con un’immagine di Adolf Hitler alle spalle (Libero).

Daniel Reichel