“Unione Europea,
solidarietà ritrovata”
Per accelerare sui fondi europei è necessario che l’Italia introduca procedure straordinarie, implementando riforme all’altezza delle grandi sfide che la attendono. È il messaggio che l’ex premier Paolo Gentiloni, oggi Commissario Ue per gli Affari Economici, affida a Repubblica.
“Qualcuno a Bruxelles – sottolinea in una intervista con il direttore Maurizio Molinari – dovrà decidere l’assegnazione di 1000 miliardi di euro a 27 Paesi in cinque anni: l’unico modo per riuscirci è far rispettare criteri omogenei. Questa per l’Italia è una sfida davvero molto difficile”. Il colloquio si apre con una riflessione sulla campagna di vaccinazione che ha appena preso il via.
“Il punto di partenza nella reazione alla pandemia – afferma Gentiloni – fu una totale mancanza di solidarietà. A dieci mesi da allora abbiamo l’Ue che negozia, per tutti i 27 partner, con le case farmaceutiche. C’è una ritrovata solidarietà europea ed un ruolo di primo piano sul piano globale”.
Hanno fatto il giro del mondo le immagini di vari gruppi di profughi, sarebbero all’incirca tremila, che in Bosnia vagano all’aperto, nella neve, senza cibo né acqua. “Siamo di fronte a una catastrofe umanitaria”, ha fatto sapere l’Organizzazione internazionale per le migrazioni. Per Domenico Quirico, che ne scrive sulla Stampa, “la Bosnia è un memento, una biografia della possibilità di ricadere sempre nell’orrore. Anche lì, sottolinea il giornalista, “la pietà è sparita, balbetta, tace”.
Su Avvenire si parla del significato anche simbolico rivestito dall’assegnazione del titolo di capitale europea della cultura per il 2025 all’italiana Gorizia e alla slovena Nova Gorica, un tempo divise dalla Cortina di Ferro. Un progetto che, come vi abbiamo raccontato nel notiziario di venerdì, mette al centro anche la peculiare vicenda ebraica locale. Si legge al riguardo: “Gorizia e Nova Gorica hanno una spinta in più, oltre che le risorse messe a disposizione dalla Ue, per mostrare che la coesistenza su un medesimo territorio di lingue e tradizioni differenti non soltanto è possibile, ma è anche fruttuosa e feconda per tutti”.
Sulla BBC, in alcune trasmissioni andate in onda negli scorsi giorni, si è parlato di Cristo come di un “rifugiato palestinese”. Per Libero una maldestra adesione a una teologia della sostituzione “che vuole Gesù non ebreo ma arabo”.
Su Repubblica si recensisce Resta ancora un po’ (ed. Giuntina), romanzo d’esordio dell’italo-israeliana Ghila Piattelli. L’apprezzamento è anche per una scrittura che “fa pensare vagamente allo stile leggero di Eshkol Nevo”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(29 dicembre 2020)