Luoghi di lavoro e Green pass

La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il decreto sull’estensione del green pass nei luoghi di lavoro. Una notizia che apre oggi le prime pagine di molti quotidiani. Il decreto, spiega il Corriere della Sera, contiene le misure per la riapertura in presenza di scuole e università, e l’obbligo di certificazione sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza. Il Green pass servirà anche per entrare alla Camera, sottolinea Repubblica, riportando le parole del presidente Fico: “quello che vale per i cittadini vale allo stesso modo per i deputati”. Adesso, l’analisi del quotidiano, toccherà vedere se i parlamentari che hanno promesso battaglia contro il provvedimento, come gli ex 5 Stelle Gianluigi Paragone e Sara Cunial (protagonista di una vergognosa uscita alla Camera in cui ha paragonato Green pass alle leggi razziste del ’38 – Quotidiano nazionale), si adegueranno. I quotidiani evidenziano inoltre divisioni all’interno della Lega sul voto favorevole al provvedimento.
Nel frattempo, è entrato in vigore, con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, il decreto che impone l’obbligo del certificato verde per tutti i lavoratori pubblici e privati a partire dal 15 ottobre.

A Ferrara nel segno de Libro ebraico. Si inaugura oggi (ore 17.00) la XII edizione della Festa del Libro Ebraico, uno dei principali eventi culturali ideato e organizzato dal Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – Meis di Ferrara. Attraverso presentazioni di libri, incontri, performance, proiezioni e concerti, da oggi a domenica il giardino del Museo ospiterà decine di relatori: dallo scrittore israeliano Eshkol Nevo, allo storico Luciano Canfora, agli scrittori Igiaba Scego e Alessandro Piperno (Repubblica Bologna). Domenica sarà presentato in anteprima I-Tal-Ya Books, il progetto internazionale di censimento digitale di circa 35.000 libri ebraici, frutto della collaborazione tra l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, la National Library of Israel.

Il summit sulla crisi afghana. “Il G20 sull’Afghanistan si farà. C’è molto consenso, lo dimostra la partecipazione del ministro cinese Wang Yi”. È la conclusione, scrive Repubblica, della riunione dei ministri degli Esteri del G20 che si è tenuta ieri a New York, guidata da Luigi Di Maio. Il tema Afghanistan rimane infatti una priorità a livello internazionale, con l’Italia che spinge per una riunione straordinaria a riguardo. Nel mentre i talebani cercano di far sentire la propria voce all’Assemblea generale Onu in corso e di ottenere un riconoscimento formale dai grandi della Terra. “Servono fatti, non parole. Dimostrino di rispettare i diritti”, ha detto Di Maio al termine dell’incontro virtuale sulla tutela delle donne afghane.

L’udienza sul futuro di Eitan. Prima udienza in queste ore al Tribunale di Famiglia di Tel Aviv in merito all’istanza della zia paterna di Eitan Biran, Aya, che ha chiesto il rientro in Italia del bambino (Il Mattino).

Usa-Europa, rapporti da ricucire. “L’America deve riconquistare la fiducia dell’Unione europea”. Ad affermarlo l’ambasciatore di Francia a Roma, Christian Masset, intervistato dal Corriere dopo la crisi dei sottomarini che ha coinvolto Parigi e Washington. Cosa è accaduto, lo riassume sempre il Corriere: “II 15 settembre scorso Stati Uniti, Australia e Regno Unito hanno annunciato la nascita dell’alleanza ‘Aukus’ destinata ad affrontare l’espansionismo cinese nell’area indopacifica, la zona cruciale per gli equilibri mondiali. La Francia, che era legata all’Australia da un precedente accordo militare e politico, è venuta a saperlo appena qualche ora prima. Un lavoro politico-diplomatico-militare di anni, che comprendeva un contratto da 50 miliardi di euro per la fornitura all’Australia di 12 sottomarini, è andato in fumo”. Per l’ambasciatore Masset, “con l’Aukus gli Stati Uniti hanno rotto il rapporto di fiducia non solo con la Francia ma con tutta l’Europa. In questa vicenda, come si è detto, non abbiamo visto l’America is back ma la continuazione dell’America First. È già accaduto così con l’Afghanistan con un ritiro deciso senza alcuna consultazione”. Da qui le tensioni e le parole di Masset sulla fiducia da riconquistare. Una posizione condivisa, scrive il Corriere, dall’Europa mentre una telefonata tra Biden e Macron ha cercato di gettare acqua sul fuoco.

Caso Saman, catturato lo zio. Intercettato grazie ai social network, polizia francese ha arrestato a Parigi, Danish Hasnain, 33 anni, ritenuto dagli inquirenti italiani responsabile dell’uccisione della nipote di 18 anni, Saman Abbas (Repubblica). Entro una decina di giorni l’uomo sarà in Italia per essere interrogato (Corriere)

Segnalibro. Tra i protagonisti della Festa del Libro ebraico di Ferrara, Alessandro Piperno sta ricevendo molte recensioni positive per il suo ultimo libro Di chi è la colpa (Mondadori). “La storia – scrive oggi il Riformista, parlando del romanzo di Piperno – è una giostra in cui si passa vorticosamente da sensi dl colpa a responsabilità reali, da vittime innocenti a reali colpevoli arrivando alla consapevolezza che la ricerca di giustizia è un binario morto e che ogni verità pub sempre mostrarsi effimera. Anche quella processuale”. Sul Fatto Quotidiano invece c’è un’anticipazione di Jerry In Persona (Sagoma Editore), la nota autobiografia di Jerry Lewis che arriva ora anche in traduzione italiana. Nel brano, si parla del rapporto tra Lewis e la nonna: “Mi ricordo – scrive il comico – di averla fatta ridere tanto forte da farle venire le lacrime agli occhi quando cacciavo di bocca una bella dose di frasi yiddish”.

Il manoscritto di Einstein. Un manoscritto autografo di 54 pagine scritto dal fisico tedesco Albert Einstein e dall’ingegnere svizzero di origine italiana Michele Besso tra il giugno 1913 e l’inizio del 1914 sarà messo oggi all’asta da Christie’s a Parigi. “II documento – scrive La Stampa – testimonia una tappa cruciale nello sviluppo della teoria della Relatività generale, che ha rimodellato la comprensione dell’Universo”.

Complotti in rete. Sul Corriere Goffredo Buccini riflette su complotti, fakenews legate al Covid e uso dei social network, richiamando la dura accusa mossa dall’attore Sacha Baron Cohen durante un convegno organizzato dall’Anti-Defamation League: “Se Facebook fosse esistito negli Anni Trenta, avrebbe permesso a Hitler di postare pubblicità di 30 secondi sulla sua “soluzione” per la questione ebraica”, l’affondo di Cohen. “Diffondere cospirazioni e bugie in una platea di qualche miliardo di persone, – aggiunge Buccini – mettendone a rischio, nel caso del Covid, la salute quando non la vita, non va confuso con la libertà di pensiero”. Per questo, l’auspicio dell’editorialista, servono interventi per regolare la situazione online.

Daniel Reichel