Opinioni a confronto

mondo…

Dopo essersi fatto accompagnare per tre giorni dai suoi aiutanti, Avrahàm ordina loro di fermarsi con l’asino mentre egli ed Itzchàk proseguiranno “‘ad kò” (fino a qui), si prostreranno e torneranno. L’espressione è decisamente strana: innanzitutto non si capisce perché, …

Setirot – Incontri

jesurumA New York, il 10 novembre, al consolato italiano, la Comunità ebraica di Venezia e Venetian Heritage annunceranno un grande restauro del Museo ebraico per l’anniversario dei 500 anni del Ghetto. Essendo io il frutto di genitori e nonni veneziani, …

Time out – La pace e la realtà

daniel funaroPossiamo continuare a negare la realtà, a dire che in fondo anche Israele ha le sue responsabilità, che certo le colonie rendono più difficile il processo di pace e che se magari non fossimo mai esistiti come popolo forse gli …

Salvare i beni, salvare la vita

annafoaCome sappiamo dai verbali del Commissario governativo Silvio Ottolenghi, subentrato al presidente della Comunità di Roma Ugo Foà dopo la liberazione di Roma, le autorità comunitarie fecero murare nel pozzo del sotterraneo del Tempio parte degli arredi sacri e dell’argenteria. …

Martino Godelli (1922-2014)

martino godelliUn nodo mi stringe la gola mentre scrivo queste righe su Martino Godelli: Ocsi, "fratellino", il diminutivo ungherese usato da tutti noi di famiglia e dagli amici stretti, quelli di Fiume. Con lui la generazione dei quattro figli di Ignatz Goldstein, nati in Transilvania e portati dal destino in Italia, diventati Godelli dal cognome della loro mamma Clara Godel, segnati dalle persecuzioni, sopravvissuti, e migrati tre su quattro in Israele, ha chiuso la sua partita terrena. Ultimo tra i quattro fratelli per età, ultimo a lasciarci. Ora siamo noi, i nove cugini Godelli, gli anziani della famiglia. Promossi sul campo da una scomparsa che in fondo ci aspettavamo, ma a cui mai abbiamo voluto pensare. ishot-215Devo dirlo: chi più chi meno, lui ci ha forgiati. Non per far torto ai nostri genitori, ma per tutti noi il riferimento era sempre Martino. Durante le nostre inquiete adolescenze, nelle nostre prime esplorazioni di Israele, nel rapporto con il sionismo, nel romanzo della nostra formazione, lui c'era sempre: anche per me, unica assieme a mia sorella a essere alfine rimasta in Italia, ma intrisa di Israele perchè intrisa di lui. Con il suo sorriso franco e diretto, con gli occhi che brillavano di vita e di passione, con il kibbutz nel cuore, con le ombre e i ricordi dilanianti del campo messi in sordina, con la sua durezza adamantina, con la sua ironia, con la sua meravigliosa tenerezza, Martino ha camminato a testa alta tra i mille problemi e le mille contraddizioni del kibbutz e del Paese. Silvia Godelli

Periscopio – Sionismo religioso

lucreziIn un reportage da Gerusalemme, pubblicato su la Repubblica di lunedì scorso, 3 novembre, Gad Lerner descrive la situazione critica in cui versa la Città Santa, analizzando le ragioni delle presenti tensioni e dell’incombente rischio di una terza Intifada. Al …

Ticketless – Calamite

cavaglion“Dare viso e numero ai pochi che portano testimonianza” è, lo sappiamo, la nota stilistica che ha reso inconfondibile “il leggero accento straniero” di Marina Jarre, scrittrice che ama cimentarsi con la storia. Il suo meraviglioso doppio ritratto di suo …

ospitalità…

“Disse se ho trovato grazia ai Tuoi occhi, non passare oltre il Tuo servo … ”(Bereshìt 18, 3). Si domanda il Grande Rabbì Israel ben Eliezer, conosciuto come Baal Shem Tov e fondatore del movimento chassidico: Che cosa vuole insegnarci …

…pace

“Ohev Shalòm ve Rodef shalòm”, ama la pace e persegui la pace. È a tutti noto che, con un centro-sinistra incapace di esprimere leadership e linea politica e dopo il forte ridimensionamento di Kadima, il vero rivale di Bibi Netanyahu …

Brava gente

tobia zeviChe gli italiani fossero brava gente, per fortuna, ce lo siamo levati dalla testa già da un po’. Ce lo hanno spiegato, con dovizia di particolari, gli studi sul colonialismo italiano in Africa o quelli sui rapporti tra fascismo e …