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GOLDA MEIR – Fiorito racconta la statista israeliana amica di Nenni, ammirata da Fallaci

Nel 2024 l’atteso film di Guy Nattiv su Golda Meir dovrebbe arrivare nelle sale italiane. Per riappassionarsi all’avvincente vita della prima donna premier d’Israele è intanto possibile sfogliare un nuovo libro, “Golda Meir. Storia della donna che fondò Israele” (ed. Giuntina), scritto dalla giornalista Elisabetta Fiorito. Nell’agile e ben documentato volume risaltano le relazioni intrattenute dalla statista con l’Italia: dall’incontro con Aldo Moro all’amicizia con Pietro Nenni, speciale per entrambi. “Nenni è uno degli individui migliori che oggi esistano al mondo. Perché è così onesto: v’è una tale rettitudine in lui, una tale umanità, un tale coraggio nelle sue convinzioni! Io lo ammiro come nessun altro”, affermò nella sua celebre intervista con Oriana Fallaci, a sua volta conquistata da quella interlocutrice non comune. “Anche se non si è d’accordo con lei, non si può fare a meno di rispettarla, ammirarla, anzi volerle bene”, attesterà la giornalista fiorentina, certo non avvezza ai complimenti. Racconta Fiorito che l’amicizia tra Meir e Nenni si snoda lungo il percorso dei rapporti tra la dirigenza laburista sionista e i socialisti d’Europa, in un quadro internazionale spesso ostile (già allora fioccavano le risoluzioni di un certo tipo), con Nenni che cercò più volte di mediare in favore dell’amica.

MEMORIA – Di Segni(UCEI): Davvero mai più?

“Ci indirizziamo verso il Giorno della memoria il 27 gennaio con senso di grave preoccupazione e dopo il 7 ottobre non può essere partecipato come in ovvia continuità agli anni passati. La coerenza e l’uso delle parole più importanti che segnano il percorso della memoria e del monito ‘mai più’ devono essere utilizzate con la massima responsabilità e consapevolezza e arginando ogni abuso. Abbiamo per questo condiviso alcune note ribadendo concetti fondamentali in vista di questo importante momento”. Così la presidente Ucei Noemi Di Segni, guardando al periodo dell'anno in cui più numerose sono le iniziative dedicate alla Shoah e ai crimini del nazifascismo. Questo gennaio con un pensiero che non può prescindere da quanto avvenuto poco più di tre mesi fa. Il 7 ottobre "il mondo è cambiato", sottolinea in una nota. E ciò "aggiunge ulteriori criticità e dubbi su come intervenire e rafforzare l’impegno coerente sulla Memoria".

GUERRA 103ESIMO GIORNO
Ostaggi, il compleanno più triste

Il 18 gennaio Kfir Bibas compirà un anno. Della sua sorte non si sa nulla, così come della sua famiglia. Tutti e quattro sono ostaggio di Hamas da 103 giorni: il fratellino Ariel di 4 anni, la madre Shiri, il …

ISRAELE – Carne bovina coltivata: al via le vendite

Quando si parla di carne coltivata in laboratorio Israele è tra i paesi più all’avanguardia. E da oggi stabilisce in questo settore un primato assoluto. Il paese è il primo al mondo ad autorizzare un’azienda – la Aleph Farms Ltd …

WIZO – Anat Vidor nuova presidente

Cambio al vertice della Wizo, la Women’s International Zionist Organization che rappresenta oltre 250mila donne ebree in tutto il mondo, iscritte a cinquanta federazioni tra cui quella italiana. La nuova presidente mondiale è l’israeliana Anat Vidor, già a capo della …

ISRAELE – La Maratona di Gerusalemme al via l’8 marzo

Nel presentare la Maratona di Gerusalemme, la cui prima edizione si è svolta nel 2011, l’allora sindaco Nir Barkat disse che “parafrasando il titolo di un celebre libro di David Grossman la cui trama si intreccia tra le strade e …

PAGINE EBRAICHE – È in arrivo il numero di gennaio

"Quale memoria dopo il 7 ottobre?". È l’interrogativo attorno cui ruota la prima pagina del numero di Pagine Ebraiche di gennaio, in distribuzione in questi giorni. Una copertina che ricorda come dopo la carneficina attuata da Hamas nulla più sarà come prima. Un punto su cui riflettono tra gli altri Simonetta Della Seta, presidente del gruppo di lavoro “Memoriali e Musei” dell’International Holocaust Remembrance Alliance, e rav Alfonso Arbib, presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana. Allarma la recrudescenza dell’antisemitismo collegata alla guerra in Medio Oriente. Al riguardo “l’accusa agli ebrei di uccidere i bambini ricorda la calunnia del sangue, cioè l’accusa di omicidio rituale, il cui primo caso documentato in Europa risale al 1144", sottolinea rav Arbib. Preoccupa inoltre l’uso infelice di alcuni termini nel dibattito pubblico. Un tema al centro del progetto “Il significato delle parole”, realizzato dall’Ucei con il contributo dell’ambasciata tedesca in Italia. Lo presenta il consigliere dell’Unione Saul Meghnagi, sottolineando l’importanza di “precisare alcuni termini necessari all’analisi di eventi complessi e tali da richiedere chiarezza lessicale”.

LA SPIGOLATURA – Roberto Jona: Due popoli, due stati (o tre)?

Un bello slogan, che offre una soluzione semplice ad un annoso problema. Il discorso sarebbe lungo e dovrebbe essere articolato correttamente. Non lo faccio, perché richiederebbe una disamina storica approfondita che dovrebbe estendersi temporalmente almeno su tre secoli, ma in …

CALCIO – Un altro giocatore israeliano nei guai in Turchia

Il messaggio “100, riportateli a casa adesso” pubblicato via social dal 23enne calciatore israeliano Eden Karzev nelle stesse ore in cui l’esultanza solidale di Sagiv Jehezkel faceva il giro del mondo, sta procurandogli conseguenze simili a quelle subite del collega …