Archivio

SPORT – Calcio e pregiudizio: Benzema
ed El Ghazi pro Hamas?

Un anno fa, il 17 ottobre del 2022, la Francia era ai piedi di Karim Benzema. L’allora stella del Real Madrid, oggi in forza ai sauditi dell’Al-Ittihād, riceveva a Parigi il Pallone d’Oro: la massima gratificazione per un calciatore. “È …

GUERRA – Razzo su ospedale a Gaza
Israele: è stata la Jihad islamica

Oggi è il dodicesimo giorno dall’aggressione di Hamas. Ieri, un razzo della Jihad islamica ha causato l’esplosione nei pressi dell’ospedale Al-Ahli di Gaza City. Lo ha ricostruito l’esercito israeliano attraverso immagini e audio. L’esplosione è avvenuta ieri alle 18.59 ora …

I numeri del conflitto

Undicesimo giorno dall’inizio del conflitto scatenato dai terroristi di Hamas. Il movimento che controlla Gaza ha attaccato Israele con il lancio di migliaia di missili e infiltrandosi in territorio israeliano per compiere stragi e rapimenti di civili. Dal 7 ottobre, …

Hamas mette in scena il volto “umano” Macron: Spregevoli

Mia Schem, 21 anni, occhi sbarrati dalla paura, è il primo ostaggio obbligato da Hamas a parlare in video. Sessanta secondi, filmati dal gruppo terroristico, in cui la giovane racconta in ebraico di trovarsi a Gaza. È tra i rapiti …

Pioggia di critiche su Aiwanger:
superficiale su antisemitismo

Nuove critiche al vicegovernatore uscente della Baviera, Hubert Aiwanger, invischiato in un caso di antisemitismo che risale a 35 anni fa. Giovedì ha parlato il presidente del Consiglio centrale degli ebrei tedeschi, Josef Schuster, accusando il leader del partito dei …

Cento anni di Hakoah,
il calcio ebraico
al massimo livello

C’era un tempo in cui le squadre inglesi di calcio incontravano di rado le avversarie straniere. E se lo facevano si trattava di un gesto di altruismo. Una gentile concessione a compagini che, in virtù della loro inesperienza, in un …

Dall’architettura
a Helena Rubinstein:
i molti strati
della bellezza nell’ebraismo

Nell'ebraismo la bellezza non è mai un fatto solo estetico, ma un poliedro con vari significati e sfumature da cogliere. Non c'è bellezza se non c'è sostanza, non c'è bellezza all'infuori dell'etica. Concetti che saranno centrali nell'occasione della prossima edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, in programma domenica 10 settembre con 101 località protagoniste in tutta la penisola e Firenze città capofila. Firenze e bellezza: un binomio quasi scontato, vista la straordinaria ricchezza del patrimonio architettonico e artistico locale, cui anche il mondo ebraico ha concorso nei secoli e nelle generazioni. Si parte dalla sinagoga ottocentesca di via Farini, con la sua inconfondibile cupola verde, punto fermo del panorama urbano da oltre 130 anni e tra gli edifici più rappresentativi di quell'epoca dell'Emancipazione che determinò, anche per gli ebrei fiorentini, l'ingresso in una nuova era di possibilità e diritti.

Quattro bambini
nella Roma del ’43

Anteprima emozionante al Giffoni Film Festival per l’esordio di Claudio Bisio alla regia. Inaspettato, un po’ fiabesco, forse a tratti ingenuo, il film si incentra sul rapporto tra quattro bambini a Roma nel 1943. Tra bombardamenti e tedeschi che prendono il controllo della città, i quattro trovano una loro dimensione, che pur con qualche iniziale perplessità riesce ad integrare anche un’orfana, nonostante sia femmina, e persino un ebreo. Perché in fondo "non è colpa sua", come si difenderà: "mamma e papà pure loro sono ebrei, ma non è nemmeno colpa loro!, perché anche i nonni erano tutti ebrei … certo però, che sfiga!", commenta un altro del gruppetto. Stretto il patto di amicizia, la guerra diventa gioco quotidiano: fionde per abbattere gli aerei nemici, bastoni e pezzi raccattati nei cortili per fare fucili e baionette, la piccola orfana farà la crocerossina, occupandosi dei feriti, della cucina da campo, della lavanderia, per sostenere lo sforzo bellico degli amici. Intanto il papà di Italo, il più arditamente fascista dei quattro, gerarca che vanta la conoscenza diretta con Mussolini, accoglie con qualche moina e un po’ di fastidio il nuovo comandante tedesco, offrendogli senza esitare l’aiuto necessario a identificare gli ebrei romani, tutti già schedati: per una volta anche gli italiani sono all’altezza della "efficienza germanica". Rimane sullo sfondo, narrata con le immagini che scorrono sul negozio vuoto dell’amico scomparso all’improvviso, la razzia dell’ottobre '43 a Roma: i cassetti ancora pieni dei meravigliosi bottoni e nastri di raso, oggetto del desiderio dei bimbi, sono ora abbandonati, le luci che entrano dalle fessure disegnano geometrie bianche e nere, evocando una partenza improvvisa.