Cultura

MEIS – Guido Ottolenghi nuovo presidente

L’imprenditore Guido Ottolenghi sarà il nuovo presidente del museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara (Meis) per i prossimi quattro anni. Lo ha nominato il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che ha firmato un decreto subito esecutivo. Ottolenghi …

MEIS – Il presidente uscente: Otto anni esaltanti

Dario Disegni è stato chiamato alla guida del Meis nel 2016 ed è stato poi confermato per un secondo mandato nel 2020. Quella che si chiude in queste ore, racconta, «è stata un'avventura esaltante, un'esperienza piena di emozioni e realizzazioni». La chiamata arrivò «in modo del tutto inaspettato dall'allora ministro della Cultura Dario Franceschini, con l'impegno a dare la massima operatività possibile». Completando il restauro del primo edificio del nascente museo, innanzitutto, «ma anche costituendo uno staff e una struttura all'altezza della sfida». Una corsa contro il tempo «lavorando giorno e notte», poi gratificata «dall'immensa soddisfazione di avere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'inaugurazione della prima mostra permanente». Visitando nel dicembre del 2017 Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni, a cura di Anna Foa, Giancarlo Lacerenza e Daniele Jalla, il capo dello Stato definì il Meis «un capolavoro di integrazione e identità».

MEIS – Il nuovo presidente: Continuiamo a coltivare la cultura

Noto imprenditore in campo petrolifero, Ottolenghi è stato presidente della Comunità ebraica di Bologna dal 2005 al 2013 e dal 2014 è presidente del museo ebraico cittadino, tra i più attivi a livello nazionale con decine di incontri ed eventi ogni anno. «Sono onorato e grato a chi è venuto prima di me per l'importante lavoro fatto. Credo fermamente nel ruolo della cultura come scienza della convivenza, come spazio in cui si costruiscono le interazioni più significative di una società. Spero di essere all'altezza di chi mi ha preceduto», racconta Ottolenghi alla vigilia dell'insediamento. Parlare di programmi e di impostazioni generali del lavoro sarebbe prematuro, spiega il neo presidente del Meis, «ma per fortuna quella del museo è una macchina che funziona molto bene: mi relazionerò con il suo direttore Amedeo Spagnoletto, persona che stimo, per capire e orientarmi meglio».

MUSICA – Salmo 127 e inspiegabili moltiplicazioni

All’indomani delle Leggi di Norimberga, musicisti con passaporto tedesco o austriaco ripararono in Gran Bretagna ottenendo asilo politico; furono chiamati Émigré, termine francese già utilizzato sia nei riguardi degli ugonotti costretti nel 1685 a lasciare la Francia che nei …

PICCOLO SCHERMO – A Body That Works: la surrogata si fa serie tv

«Che cosa vuole realmente? Un figlio o essere incinta?». È questa la domanda secca e un po’ brutale che il medico pone ad Ellie, quando la paziente, dopo innumerevoli fallimenti, vorrebbe cominciare l’ennesima cura per portare a termine una gravidanza …

SOCIAL MEDIA – L’esperimento di Sobol e le trappole del web

Hagay Sobol, professore di Medicina a Marsiglia e attivista per il dialogo interculturale, ha ricordato il 29 luglio sulla Tribune Juive le parole di Umberto Eco: «I social network hanno dato diritto di parola a legioni di idioti che prima …

ENOLOGIA – Breve storia del vino kasher

Cos’è il vino? La domanda è tutt’altro che banale. Basti ricordare che il vino in Italia è definito quale il prodotto della fermentazione dell’uva (Vitis vinifera, L.) con decreto del Presidente della Repubblica (DPR 930 del 12.7.1963). La norma, che …

LIBRI – La stanza del gatto, la temerarietà della famiglia
Dorfles ci porta a Chiassovezzano

Da piazza Unità d’Italia a Trieste, il 18 settembre del 1938 Benito Mussolini annuncia l’entrata in vigore delle leggi razziste. Per gli ebrei italiani inizia la stagione della persecuzione dei diritti, preludio a quella delle vite. A Trieste vivono tra gli altri i Dorfles: buona borghesia, grande cultura. Dovranno presto andarsene per riparare nella toscana Chiassovezzano, tra Pisa e Volterra, non lontano dal parco di San Rossore dove il re Vittorio Emanuele III aveva firmato i provvedimenti antisemiti. Qui ritroveremo Giorgio con la moglie Alma, e il futuro critico d’arte di fama Gillo con la consorte Lalla. In Chiassovezzano Piero Dorlfes, figlio di Giorgio, racconta la storia di questa famiglia ebraica “assimilata” salvatasi anche con «una buona dose di incoscienza». Il termine che l’autore trova più adatto per descrivere l’atteggiamento dei suoi cari «è quello di temerarietà; non so se c’è un’altra definizione per una propensione che mi pare fosse comune, in una famiglia né bellicosa né portata all’uso delle armi, ma che si è lasciata andare, alle volte, a sfide pericolose».

UCEI – Diploma triennale: aperte le iscrizioni

Fornire «una qualificata formazione di base, metodologica e contenutistica» negli studi filologici, letterari, storici e filosofici legati alla cultura ebraica è l'obiettivo del Diploma Universitario Triennale in Studi Ebraici dell'Ucei, intitolato alla memoria dell'ex presidente dell'Unione Renzo Gattegna z.l.. Presto il Diploma "festeggerà" il quarto di secolo, essendo stato fondato nel 2000 come diramazione del Collegio Rabbinico Italiano. L'anniversario cadrà nel corso del nuovo anno accademico 2024-2025, che si svilupperà nel corso dell'anno ebraico 5785 e cui è possibile iscriversi da qualche ora. Diretto dal rabbino Riccardo Di Segni, coordinato da Myriam Silvera, il Diploma è stato riconosciuto nel 2004 dal ministero dell'Istruzione e permette l'accesso ai corsi di laurea magistrale. Per ottenere il titolo di studio è necessario assolvere gli obblighi didattici per un totale di 180 crediti, con il superamento di undici esami in materie obbligatorie e otto in materie complementari, una prova di idoneità linguistica, una prova di idoneità informatica e un esame finale.

SHIRIM – Cantico dei Cantici III (1, 7-8)

“Raccontami tu, che io amo: dov’è che vai al pascolo?

Dove lasci stendere il gregge al mezzogiorno?

Perché non voglio diventare come una di quelle col velo

vicino alle greggi dei tuoi compagni”.

“Se non lo sai, tu, la più